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INCHIESTA 22 Maggio Mag 2015 1930 22 maggio 2015

Salone del Libro: indagato Picchioni, presidente della Fondazione

Accusa di peculato: avrebbe sottratto fondi della manifestazione con false fatture. Lui: «Sbalordito di fronte all'enormità dell'addebito».

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Rolando Picchioni, presidente della Fondazione del Libro.

Il presidente della Fondazione per il Libro, promotore del Salone di Torino, Rolando Picchioni, è stato indagato dalla Procura di Torino. L'ipotesi di reato è peculato.
La sede della Fondazione, ente promotore del Salone di Torino, è stata perquisita da carabinieri e finanzieri della squadra di polizia giudiziaria del Palazzo di giustizia.
Secondo quanto si apprende sono state prelevate fatture e altra documentazione. Il procedimento è coordinato dai pm Andrea Beconi e Gianfranco Colace.
PICCHIONI: «ADDEBITO ENORME, SONO SBALORDITO». «Di fronte all'enormità dell'addebito mi sento sbalordito, ma altrettanto assolutamente sereno: nella mia vita non ho mai - e ripeto mai - pensato di sfruttare in qualunque modo la mia posizione per un qualsivoglia tornaconto personale», ha affermato lo stesso Picchioni.
I LEGALI: «ASSOLUTAMENTE ESTRANEO ALL'INDAGINE». «L'onorevole Picchioni è assolutamente estraneo all'indagine della procura, della quale contesta ogni validità sia nel merito che nel riscontro probatorio», hanno rilevato gli avvocati Giampaolo e Valentina Zancan che lo assistono. «L'onorevole Picchioni è a disposizione della procura per chiarire le circostanze contestate, delle quali sin da ora si dichiara completamente estraneo». I legali contestano la «diffusione mediatica che contrasta con i principi del contraddittorio ai quali dovrebbe attenersi ogni civile processo».
SOVRAFATTURAZIONI NON RIGUARDANO SOLO L'ULTIMA KERMESSE. Secondo l'accusa Picchioni avrebbe fatto uso improprio dei fondi pubblici della Fondazione, costituita nel 1999 da Regione Piemonte, Provincia e Comune di Torino. I magistrati, secondo quanto si apprende, gli contestano una serie di fatture, sequestrate dalla polizia giudiziaria negli uffici della centrale via Santa Teresa insieme ad alcuni computer. L'ipotesi dell'inchiesta, che non riguarda soltanto l'ultima edizione della 'buckmesse' italiana, è che alcuni servizi siano stati sovrafatturati.
SOTTOSEGRETARIO NEI GOVERNI COSSIGA E FORLANI. «Nella mia vita non ho mai - e ripeto mai - pensato di sfruttare in qualunque modo la mia posizione per un qualsivoglia tornaconto personale», ribatte Picchioni, 79 anni, politico di razza con un passato da parlamentare nelle file della Democrazia Cristiana, per cui, a cavallo tra gli Anni 70 e 80, è stato anche sottosegretario ai Beni culturali, nei governi Cossiga e Forlani. Iscritto alla P2 e coinvolto nel cosiddetto 'scandalo petroli', ma assolto, da 15 anni è al timone del Salone del Libro, che lunedì 18 maggio ha chiuso i battenti con oltre 341 mila visitatori e una media vendite agli stand del +15%.
ACCUSE A POCHI MESI DALLA SCADENZA DEL MANDATO DI PRESIDENTE. «Riguardo ai fatti che genericamente mi vengono contestati, e dei quali spero di poter essere messo quanto prima a conoscenza della fondatezza, non posso che ribadire la mia completa estraneità», ha chiarito Picchioni. «Mi tutelerò fermamente in tutte le sedi contro qualsiasi possibile tentativo di strumentalizzare l'attuale momento - sottolinea - e di offendermi nella mia dignità di persona e nel mio operato professionale».
La notizia dell'inchiesta è arrivata a pochi mesi dalla scadenza del mandato di Picchioni. E, anche se le accuse dovessero rivelarsi infondate come sostiene, rendono ancora più difficile una sua conferma ai vertici della Fondazione. «Sono un uomo delle istituzioni, mi rimetterò alle stesse per le decisioni che ad esse spettano», aveva dichiarato al riguardo nel giorno della chiusura dell'ultimo Salone del Libro.

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