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GIALLO 22 Maggio Mag 2015 1147 22 maggio 2015

Touil in carcere: «Perché sono qui? Non ho colpe»

Il marocchino, arrestato a Milano per la strage del Bardo, è stato interrogato.

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Una foto di Abdel Majid Touil prima dello sbarco a Porto Empedocle.

Abdel Majid Touil continua a ribadire la sua innocenza. Il marocchino arrestato in Italia su mandato di Tunisi per l'attentato al museo del Bardo, in isolamento nel carcere di San Vittore, ha chiesto più volte a chi ha avuto modo di incontrarlo: «Perchè sono qui? Non capisco, non ho fatto nulla».
Il 22 maggio Touil è stato interrogato dal giudice della quinta Corte d'Appello di Milano, Pietro Caccialanza, dopo la convalida dell'arresto avvenuta nei giorni scorsi.
«SONO INNOCENTE, È UNO SBAGLIO». «Sono innocente, non c'entro nulla, non mi spiego come questo errore sia potuto accadere», avrebbe ribadito il giovane marocchino davanti al giudice del procedimento per l'estradizione secondo quanto riferito dal suo legale, l'avvocato Silvia Fiorentino.
NO ALL'ESTRADIZIONE. «Da febbraio, quando sono arrivato, sono sempre rimasto in Italia», ha spiegato Touil, che ha detto di essere arrivato in Italia dalla Libia per ricongiungersi con la sua famiglia.
Quindi, come prevedibile, ha negato il suo consenso alla consegna alle autorità tunisine.
TOUIL ERA IN ITALIA QUEL GIORNO. Gli accertamenti condotti in questi ultimi giorni dai carabinieri del Ros e dagli agenti della Digos hanno dimostrato che Touil si trovava in Italia il 18 marzo scorso, giorno dell'attentato al Bardo, ma anche nei giorni immediatamente precedenti e successivi.
A ciò si aggiungono testimonianze di familiari, amici, conoscenti e insegnanti, oltre alle firme sui registri delle presenze della scuola di italiano da lui frequentata.
Questi elementi escluderebbero un coinvolgimento di Touil come esecutore materiale nella strage, ma non che possa aver avuto un altro ruolo nella pianificazione del blitz.

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