Morto Bologna Perquisizione 150523220318
BOLOGNA 23 Maggio Mag 2015 2137 23 maggio 2015

Perquisito, muore cadendo dal quinto piano

Quando gli agenti gli hanno chiesto di seguirli in questura, si è buttato dalla finestra. 

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Polizia sul luogo dove un uomo e' morto cadendo dal quinto piano di un'abitazione durante una perquisizione, Bologna, 23 maggio 2015.

È morto durante una perquisizione della polizia per una vicenda di droga. Dopo che gli agenti lo avevano invitato a seguirlo in questura, Akenouche Hocine, algerino irregolare di 47 anni con precedenti per spaccio, all'improvviso si sarebbe buttato dalla finestra. Dal quinto piano dell'appartamento dove viveva, in un palazzo in periferia di Bologna. Con la testa ha sfondato il parabrezza di un'auto parcheggiata nel cortile condominiale ed è morto sul colpo. Questo è quanto hanno riferito i poliziotti testimoni della scena. E dai primi riscontri gli investigatori non sembrano avere dubbi nel confermare la dinamica.
NESSUNA TRACCIA DI COLLUTAZIONE. Al sopralluogo hanno partecipato anche il capo della squadra mobile Lorenzo Bucossi, che seguirà le indagini, e il procuratore aggiunto Valter Giovannini. Dal primo esame del medico legale, l'algerino non risulta avere lesioni diverse da quelle della caduta, il che escluderebbe un'eventuale colluttazione. Anche le divise dei poliziotti intervenuti sono apparse integre e in ordine. I due agenti presenti in casa sono stati sentiti come testimoni.
OVULI DI COCAINA IN CORTILE. All'appartamento in via Casoni la Polizia era arrivata per fare un controllo, verso le 16.30, dopo alcune segnalazioni. Due agenti di una volante sono entrati nel palazzo, due sono rimasti fuori, in appoggio. I due che salivano hanno incontrato sulle scale una donna marocchina che ha ammesso di aver appena acquistato cocaina. Quindi, avendo un'ulteriore conferma, si è deciso di fare la perquisizione e i poliziotti hanno suonato alla porta: il 47enne ha aperto, poi però, quando ha visto chi era, ha chiuso. I poliziotti allora hanno buttato giù la porta con una spallata. L'uomo era sul letto, in mutande. Nel frattempo i colleghi dall'esterno hanno avvisato i due nella casa che nel cortile erano stati buttati ovuli di cocaina. Ne sono stati contati e sequestrati 45, presumibilmente gettati dalla finestra della camera, sempre rimasta aperta.
LE GRIDA DEGLI AGENTI: «SI È BUTTATO». All'algerino, che convive con altri due uomini, italiani, che sarebbero rimasti in un'altra stanza e che quindi non hanno assistito ai fatti, è stato allora detto di vestirsi per andare in questura. L'uomo avrebbe quindi aperto un cassetto, ma un poliziotto ha visto che dentro c'era un coltello e lo ha subito richiuso. Lo straniero, dicendo che stava cercando da vestirsi, avrebbe quindi aperto un secondo cassetto. Poi, all'improvviso, si è tuffato dalla finestra aperta, davanti ai due. Questi hanno gridato «si è buttato» ai colleghi all'esterno, che avrebbero visto il volo in diretta. Altri testimoni hanno sentito queste grida.
IPOTESI TECNICA DI ISTIGAZIONE AL SUICIDIO. Sull'episodio la procura procede per detenzione ai fini di spaccio di cocaina, a carico del deceduto, in un fascicolo destinato a essere archiviato, e parallelamente per istigazione al suicidio contro ignoti, ipotesi di reato tecnica per poter fare accertamenti medico-legali e tossicologici. In casa sono stati fatti i rilievi della scientifica, seguirà una perquisizione. «In quell'appartamento c'era gente sospetta, equivoca. Ci eravamo lamentati anche con l'amministratore di condominio», ha raccontato un vicino.

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