INCIDENTE 28 Maggio Mag 2015 1139 28 maggio 2015

Roma, auto travolge passanti: ricercati due nomadi minorenni

Nella Capitale rafforzata la vigilanza sui campi rom dopo la minacce dei cittadini. Salvini: «Raderli al suolo». Foto.

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Continua la caccia all'uomo per assicurare alla giustizia i pirati della strada che mercoledì 27 maggio, nella periferia di Roma, sfrecciando a tutta velocità davanti alla stazione della metropolitana di Primavalle, non si sono fermati all'alt della polizia e hanno travolto nove persone, uccidendo Tautana Egueie Alvarez, colf filippina di 44 anni. Al volante tre nomadi, due minorenni (già identificati) e un'altra ragazza di 17 anni (foto).

  • La scena dell'incidente e il racconto dei testimoni (video Meridiana Notizie).


ALFANO: «PAGHERANNO CARO ». Quattro degli otto feriti sono ricoverati in ospedale in gravi condizioni. La 17enne è stata arrestata ed è accusata di concorso in omicidio volontario, mentre i due uomini, fuggiti a piedi, sono ancora ricercati.
Uno dei due fuggitivi sarebbe proprio il marito della ragazza, Entuli Halilovic di appena 16 anni, con cui ha un figlio di 10 mesi.
«Non avranno scampo, li prenderemo e non avranno nessuno sconto da parte dello Stato. Pagheranno caro e fino in fondo per quello che hanno fatto», la promessa del ministro dell'Interno, Angelino Alfano.
IL PADRE: «SONO STATO IO». MA LA POLIZIA NON GLI CREDE. Bahto Halilovic, padre di Entuli si è addossato la colpa dell'accaduto. Ma alla sua versione, a quanto si è appreso, gli investigatori credono poco. Tanto che dopo una giornata nei suoi uffici la squadra mobile lo ha riportato al campo nomadi.
MINACCE NEL QUARTIERE, VIGILANZA RAFFORZATA. La vigilanza delle forze dell'ordine sui campi rom della Capitale, intanto, è stata rafforzata. Una decisione necessaria, dopo le numerose minacce a sfondo razzista da parte di alcuni cittadini, apparse anche sui social network. Matteo Salvini, segretario della Lega Nord, ha dichiarato: «Dobbiamo radere al suolo i campi rom». Conquistando consensi anche nel mondo dello spettacolo con Adriano Celentano che ammette di «star pensando a Salvini».
MARINO: «NON SI SPECULI SULLA TRAGEDIA». Il sindaco Marino, da Philadelphia - dove è in viaggio per ricevere una laurea honoris causa - ha replicato duramente lanciando un appello alla città ad «evitare le trappole». «Qualcuno sta cercando di trasformare questa tragedia - ancora più terribile se, come sembra, a commettere l'omicidio sono stati dei minorenni - in una speculazione politica. Lo fa Matteo Salvini e lo fanno i suoi imitatori romani», ha sottolineato il primo cittadino.
«Volontariamente accendono odio che rischia di produrre altra violenza, sperando così di avere qualche tornaconto elettorale. Gettare benzina sul fuoco non è un errore politico, è un vero e proprio delitto, imperdonabile per chi ha responsabilità politiche nazionali o locali».
SIT IN DI PROTESTA NEL QUARTIERE. I mazzi di fiori lasciati sull'asfalto dove nella sera del 27 maggio si è consumata una «scena apocalittica», come l'hanno definita i testimoni, nascondono in realtà un malessere neanche troppo celato del quartiere, dove sono comparsi in giornata adesivi razzisti con le scritte «Zingaro ladro assassino» e «Investiamo gli zingari per strada». E nel pomeriggio del 28 maggio alcuni dei residenti si sono radunati in strada per un sit-in di protesta, al quale hanno partecipato anche esponenti di Fratelli d'Italia, Ncd e Noi con Salvini. «Basta, non ce la facciamo più», il coro unanime dei manifestanti, «uno si integra o se ne va. Non siamo razzisti ma serve una vera integrazione». «Damoje foco», sono alcuni dei commenti più duri urlati verso i campi distanti appena qualche chilometro. Ed è proprio lì che si respira aria di tensione, nonostante l'innalzamento delle misure di sicurezza attorno a tutti i campi della città.
I FAMILIARI DEI RICERCATI: «CHIEDIAMO SCUSA ALLA FAMIGLIA DELLA VITTIMA». «Abbiamo paura - dicono dalla Monachina, l'area dove risiedono i tre nomadi presunti autori dell'incidente mortale -. Oggi non abbiamo mandato i bimbi a scuola, non siamo usciti. Temiamo che qualcuno possa investirci per ritorsione». «Vogliamo chiedere scusa alla famiglia della vittima dell'incidente e a tutti i feriti - il messaggio lanciato dai familiari dei ricercati -. Se potessimo incontrare quelle persone, chiederemmo loro perdono».
La sorella del minorenne ancora in fuga ha lanciato un appello: «Torna qui e andiamo dal magistrato a costituirci, ti prego».

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