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INDAGINE 3 Giugno Giu 2015 1719 03 giugno 2015

Lombardia, i pm: «Maroni favorì la donna con cui aveva una relazione»

Presunte pressioni su Expo per far avere a Maria Grazia Paturzo un soggiorno di lusso a Tokyo.

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Roberto Maroni e Maria Grazia Paturzo.

L’esistenza di «una relazione affettiva» è il contesto del presunto favoritismo che il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, avrebbe chiesto nel maggio 2014 per Maria Grazia Paturzo, sua ex collaboratrice al Viminale e già inserita in Expo come manager temporanea.
Il pm Eugenio Fusco ha chiuso le indagini nei confronti del presidente lombardo con l'accusa di induzione indebita per presunte pressioni volte a far ottenere un lavoro e un viaggio a Tokyo a due sue ex collaboratrici al Viminale, tra cui la Paturzo, con cui avrebbe avuto «una relazione affettiva». Tra i sei indagati anche Expo e il suo dg Christian Malangone.
RISCHIA LA DECADENZA. Maroni avrebbe esercitato pressioni sui vertici di Expo per far ottenere un biglietto in business class e un soggiorno in un albergo pluristellato di Tokyo (costo di circa 6 mila euro), alla Paturzo. La procura ritiene di poter inquadrare il presunto favoritismo nel reato di «induzione indebita a promettere utilità», compreso nella legge Severino che disciplina la sospensione e la decadenza dalle cariche pubbliche. Nel caso di una condanna di primo grado, il governatore lombardo potrebbe dover lasciare la carica.
MARONI: «SONO TRANQUILLISSIMO». Un'altra accusa riguarda la presunta turbata libertà nel procedimento di scelta del contraente che portò a conferire a un’altra ex collaboratrice di Maroni al Viminale, Mara Carluccio, un incarico in Eupolis (società controllata dalla Regione) con un compenso annuo di 29.500 euro. Maroni ha commentato così l'avviso di chiusura delle indagini: «Finalmente dopo un anno le indagini si chiudono, era ora. Se per una sciocchezza come questa ci vuole un anno poveri noi. Io sono tranquillissimo».

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