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ESTERI 4 Giugno Giu 2015 1531 04 giugno 2015

Corea del Nord, Kim Jong-un in crisi di popolarità

Dopo la presunta esecuzione del ministro della Difesa, il leader annulla il primo viaggio all'estero. E nel Paese iniziano a diffondersi le prime critiche.

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Il dittatore nordcoreano Kim Jong-un.

I dittatori restano al potere finché ricevono pubbliche manifestazioni d'obbedienza e fedeltà da parte dei propri 'cittadini', poco importa se autentiche o messe in scena ad arte. La Corea del Nord e la dinastia Kim non fanno eccezione. Eppure, qualcuno a Pyongyang avrebbe cominciato a mormorare. Secondo il Guardian, le recenti condanne a morte di alcuni esponenti di primo piano del regime avrebbero aperto le prime crepe, in grado di rivelare una crescente volontà di esprimere insoddisfazione verso la leadership di Kim Jong-un.
UN LEADER IN CRISI. Il consenso di cui gode la dittatura si sarebbe incrinato con le critiche per la (presunta) esecuzione del ministro della Difesa, Hyon Yong-chol, che avrebbero iniziato a circolare nella capitale. Le voci sulla vulnerabilità di Kim Jong-un abbondano, secondo le fonti del quotidiano inglese, e l'annullamento del suo primo viaggio all'estero, assieme all'eliminazione del ministro, suggeriscono che il giovane leader sia ridotto a dover lottare per il mantenimento del potere.
«LA POPOLARITÀ DI KIM È DIMINUITA». «La popolarità di Kim tra i cittadini è rapidamente diminuita», ha detto al Guardian una donna di Pyongyang, chiedendo di mantenere l'anonimato nel corso di una conversazione telefonica avvenuta il 31 maggio. «La gente dice che considerando il fatto che Kim ha giustiziato decine di funzionari di alto livello in pochi anni, da quando è salito al potere non c'è più speranza». La critiche a Kim Jong-un, succeduto al padre Kim Jong-il nel 2011, si sarebbero diffuse anche in altre regioni del Paese: secondo la voce del popolo, il giovane Kim sarebbe «ancora peggio di suo padre».
«SE NE PARLA MALE A VOCE ALTA». Un'altra fonte contattata dal Guardian ha confermato l'esistenza delle critiche, precisando che, a differenza di quanto non accadesse quando al potere c'era Kim Jong-il, «adesso i funzionari nelle regioni rurali e gli agenti della sicurezza sono molto più inclini a esprimere rimostranze in pubblico», biasimando la leadership di Kim Jong-un.
«RISATE QUANDO APPARE IN TIVÙ». Non solo i cittadini, ma anche i quadri del partito riderebbero guardando trasmissioni televisive «idolatrare il leader. Molti dicono solo 'che schifo', e spengono il televisore», ha proseguito la fonte. I segnali del malcontento sono stati colti dallo stesso regime. L'esercito, non a caso, ha emesso una direttiva che vieta ai propri effettivi di discutere dell'esecuzione di Hyon, per paura che un «incitamento al caos» si diffonda tra le forze armate.
GLI STUDENTI PRENDONO IN GIRO IL TAGLIO DI CAPELLI. Le voci, però, anche sul conto dello stesso Kim, a quanto pare corrono ugualmente. La sua natura capricciosa avrebbe portato la popolazione ad essere «scoraggiata». Sentimenti simili sarebbero condivisi anche dagli studenti, che deridono i compagni con acconciature simili a quelle del leader, bollando il taglio come «da gangster».

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