Bambini Normali 150604130109
CASO 4 Giugno Giu 2015 1302 04 giugno 2015

Istituto Salesiano, ai campi estivi solo bimbi «normali»

La lettera del papà di una bambina disabile: «Cristo gli invalidi li guariva». Don Luca si scusa: «Parola impropria».

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L'avviso affisso dall'Istituto dei Salesiani.

Saverio Tommasi, papà di una bambina disabile, ha scritto una lettera aperta all'Istituto Beata Vergine di San Luca, dei Salesiani di Bologna, che per i suoi campi estivi ha deciso di accettare allievi provenienti anche da altre scuole, «purché siano 'normali'», come recita testualmente l'avviso visibile in foto.
Ecco il testo della lettera.

Caro istituto Salesiano,
sono Saverio, il babbo di Caterina. Ma sarei potuto essere il papà di Giulia, Marco, Sofia, Carolina, Gabriele, Lucia e tantissimi altri.
Sono il papà di una bambina speciale, quella che nei vostri centri estivi non prenderete perché l'avete selezionata come 'non normale'. Vi scrivo perché ho tanti altri amici 'non normali' e vorrei chiedervi con precisione cosa intendete per 'non normale'.

Luigi porta gli occhiali, per esempio. Giulia ha quattro anni e mezzo e non parla bene, ma sta migliorando. Sofia ha otto anni e non parlerà mai, è sorda, però capisce tutto e si relaziona abbastanza bene, anche se già non sopporta gli stronzi.
Carolina ha sei anni ed è vanitosetta, le piacciono le codine e le mollette colorate, ma le piace anche prestare le sue mollette colorate alle bambine che non ce l'hanno (e questo in effetti non è tanto normale).
Gabriele ha sette anni e ha bisogno di essere imboccato; Lucia ne ha sei e mangia da sola da quando aveva due anni, però ogni tanto si blocca e inizia a tossire fortissimo, fa un po' impressione perché poi è costretta a risputare il cibo sul piatto e rimane quella poltiglia lì nella scodella che fa un po' schifo e allora guarda il suo babbo e gli dice: 'puoi toglierla perfavore?'
Alessio è bellissimo, con quei suoi occhioni a mandorla, è cinese. Agnese è bellissima, con quei suoi occhioni a mandorla, lei però ha la sindrome di Down. Poi c'è Lorenzo che non cammina anche se ha dodici anni, però si muove alla grande spingendo la sua carrozzina che sembra Alex Zanardi negli ultimi cento metri. Una volta ha provato a fare un salto con la carrozzina dalle scale e sono caduti tutti e due in terra. E io gliel'ho detto subito: 'Lorenzo, ma non sei normale!'

Insomma, il concetto di normalità è molto relativo, e vorrei sapere quello del vostro istituto religioso. Perché Cristo gli invalidi li guariva. Non si pretende che voi facciate miracoli, per carità, però la possibilità della convivenza pensavo fosse il minimo sindacale, ma anche la cosa più bella che dei bambini e delle bambine possono imparare in un centro estivo. Ma forse mi sbaglio io, e la cosa più importante è ridurre al minimo le rotture di coglioni.
Sperando di aver toccato le corde giuste, un saluto cordiale,

Saverio Tommasi

La risposta dei Salesiani

Venerdì 5 giugno è arrivata la risposta dei Salesiani, con una lettera di scuse da parte di don Luca Brusamolino, autore dell'avviso affisso in bacheca.

Gentile signor Saverio,

rispondo doverosamente, e volentieri, alla sua giusta domanda in merito al concetto di cosiddetta ‘normalità', anche perché il volantino, che io stesso ho esposto in una delle bacheche del nostro Istituto, si presta effettivamente ad interpretazioni che sono quanto di più lontano ci possa essere dalla nostra scelta di vita, tutta consacrata al bene dei giovani, soprattutto dei più bisognosi.

Le basti solo sapere che proprio in questo Istituto, sono attualmente iscritti una decina di ragazzi e ragazze con certificazione di disabilità.

Anzitutto, desidero chiarire il contesto entro cui si colloca il volantino. Le iniziative che sono presentate nella bacheca sono tutte rivolte agli alunni e alle alunne della Scuola Superiore del nostro Istituto (l'Oratorio non è coinvolto), cioè ad adolescenti e giovani dai 15 anni in su.

Alcuni dei nostri allievi, intenzionati a partecipare alle diverse iniziative proposte per l'estate, mi avevano domandato di poter invitare anche altri loro amici che non frequentano la nostra Scuola. In questo senso ho comunicato loro - sia a voce in classe, sia per iscritto tramite il volantino in questione - che la partecipazione era assolutamente possibile, purché gli interessati fossero presentati e - in dialogo con le rispettive famiglie - fosse riscontrata l'opportunità di partecipare alle iniziative, anche sulla base della tipologia di attività proposta. Si tratta di un semplice colloquio educativo che faccio con tutti i miei allievi qunado desiderano partecipare alle diverse attività extra didattiche che proponiamo.

Alcune di queste attività, infatti, sono semplicemente di carattere aggregativo, altre di carattere spirituale, altre di volontariato e di servizio (anche in situazioni impegnative e difficili), altre ancora di animazione (per quest'ultima tipologia voglio puntualizzare che il volantino relativo all'Estate Ragazzi presso l'Oratorio Sacro Cuore o l'Istituto Maria Ausiliatrice o l'Oratorio di Lizzano, non riguarda i bambini che vi prenderanno parte, ma i potenziali animatori che si prenderanno cura di loro).

In questi anni ho sempre cercato di favorire la partecipazione del maggior numero possibile di giovani, riuscendo spesso a recuperare attraverso queste iniziative anche coloro che nella quotidianità vivono situazioni di difficoltà e che, soprattutto in contesti extra scolastici, riescono a dare il meglio di sé.

Alla luce di queste considerazioni, spero si possa comprendere che la parola ‘normali' è stata da me utilizzata nel volantino, in modo assolutamente improprio, perché, fuori da questo contesto, non può essere in alcun modo compresa secondo l'intenzionalità di chi l'ha scritta, anzi, è effettivamente stata fraintesa nella sua valenza discriminatoria.

Ecco perché, non solo desidero chiedere scusa per l'equivoco che ho creato, e ancor di più per aver ferito, mio malgrado, molte persone, ma la invito a venire quanto prima a visitare il nostro Istituto, naturalmente prima che si concluda l'anno scolastico, potrà così constatare di persona che, pur con tutti i nostri limiti, cerchiamo di fare proprio quello che ci ricorda lei: seguire l'esempio di nostro Signore Gesù Cristo, come ci ha insegnato Don Bosco!

La saluto con viva cordialità e mi rammarico ancora per aver provocato inutile sofferenza.

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