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INCHIESTA 4 Giugno Giu 2015 1203 04 giugno 2015

Mafia Capitale, Buzzi intercettato: «La mucca va foraggiata per essere munta»

Il braccio destro di Carminati rivela al telefono il sistema corruttivo che ha portato ai 44 arresti.

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Salvatore Buzzi, braccio destro di Massimo Carminati.

Le indagini che hanno portato alla nuova ondata di arresti nell'inchiesta denominata Mafia Capitale hanno ribadito la «centralità, nelle complessive dinamiche dell'organizzazione mafiosa diretta da Massimo Carminati, di Salvatore Buzzi», ritenuto «riferimento di una rete di cooperative sociali che si sono assicurate, nel tempo, mediante pratiche corruttive e rapporti collusivi, numerosi appalti e finanziamenti della Regione Lazio, del Comune di Roma e delle aziende municipalizzate».
«LA MUCCA DEV'ESSERE FORAGGIATA». A inchiodare Buzzi alle sue responsabilità anche le ultime intercettazioni, decisive ai fini degli arresti. «La mucca deve essere continuativamente foraggiata per poter essere continuativamente munta», diceva il braccio destro di Carminati a colloquio con alcuni degli indagati coinvolti nell'inchiesta.
Nell'ordinanza del gip Flavia Costantini, si spiega che «questa è un'eloquente dimostrazione di un rapporto corruttivo continuativo nel tempo». «Le erogazioni di utilità di Buzzi, esecuzione della linea strategica delineata di concerto con Massimo Carminati» - si legge nel provvedimento - «avevano l'evidente funzione di asservire agli interessi del gruppo politici che gravitavano nei segmenti delle istituzioni maggiormente interessati ai rapporti con il gruppo medesimo».
«ME SÒ COMPRATO CORATTI». In una conversazione del 23 gennaio 2014, Buzzi, al telefono con il suo collaboratore Caldarelli, dice: «Me sò comprato Coratti, lui sta con me...gioca con me ormai».
«LA MUCCA DEVE MANGIARE». In un'altra telefonata, il manager delle cooperative parla invece con Franco Figurelli, all'epoca appartenente alla segreteria del presidente del Consiglio comunale Mirko Coratti, e sembra spiegare il meccanismo corruttivo.
Buzzi: «Aho, ma scusa, la sai la metafora? La mucca deve mangiare».
Figurelli: «Aho ma questa metafora io gliela dico sempre al mio amico, mi dice: 'Non mi rompere il cazzo perché se questa è la metafora lui ha già fatto, per cui non mi rompere'».
Buzzi: «Aho, però diglielo: 'Guarda che ha detto Buzzi che qui la mucca l'amo munta tanto'».
Figurelli: «Allora, ieri me c'ha mannato affanculo per avè detto sta cosa, tu non hai capito, me c'ha mannato affanculo, dice: 'Non ti può rispondere così l'amico Salvatore perché noi già fatto'».
«FELICE DE STA' CO' TREDICINE». Anche tra Buzzi e Giordano Tredicine, c'era, scrive il gip Flavia Costantini, «un rapporto corruttivo». E questo traspare da una serie di conversazioni telefoniche del presidente della cooperativa 29 giugno, che si vanta con gli altri di annoverare nella sua squadra l'attuale consigliere di minoranza all'assemblea capitolina. Parlando con Claudio Caldarelli, Buzzi dice: «Bisogna sta attenti a scenne dal taxi... Perché con noi sali ma non scenni più... a noi Giordano c'ha sposati e semo felici de stà co Giordano».
ODEVAINE: «UN EURO A MIGRANTE». Scioccante anche l'intercettazione che vede coinvolto Luca Odevaine, componente del Tavolo di coordinamento nazionale sull'accoglienza per i richiedenti e titolari di protezione internazionale.
Una conversazione che svela l'esistenza di un vero e proprio tariffario sulle tangenti da imporre attorno al business dei migranti. «Se me dai cento persone facciamo un euro a persona... non lo so, per dire, hai capito? E basta, uno ragiona così, va beh... ti metto 200 persone a Roma, 200 a Messina, 50 là... e quantifichiamo poi...»

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