TENSIONE 9 Giugno Giu 2015 1542 09 giugno 2015

Mafia Capitale, protesta e insulti in Campidoglio

Militanti grillini e lavoratori contro Marino e la Giunta dopo i nuovi arresti.

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Assedio al Campidoglio. La protesta del Movimento 5 stelle è esplosa in aula Giulio Cesare durante la votazione della surroga dei quattro consiglieri arrestati nell'ambito di Mafia Capitale e l'assalto alla Giunta di Ignazio Marino, da metaforico, si è fatto fisico. Fuori con simpatizzanti ed esponenti M5s, affiancati da CasaPound, a chiedere le dimissioni del sindaco, dentro l'aula consiliare con cori e urla «Dimettiti» e «Tutti a casa» all'indirizzo di Marino, che ha contraccambiato ironico, ma nervoso, lanciando baci. Sul web, intanto, Beppe Grillo chiedeva di «resettare e disinfestare il Campidoglio».
CARTELLI IN AULA. In aula al termine di una seduta-lampo sono comparsi cartelli e si sono alzati cori con la stessa parola: «onestà». Uno dei cartelli, il più fotografato, è finito in mano alla statua di Giulio Cesare che domina l'Aula capitolina. Aula che il 9 giugno, per ironia, è finita essa stessa in cronaca nera - le mura, i banchi e tutto - per un presunto appalto truccato per i lavori di restauro interno affidati a un imprenditore che sarebbe coinvolto, pure lui, in Mafia Capitale.
MARINO FA SEGNO DI VITTORIA. Marino, da parte sua, ha sdrammatizzato come ha potuto. A rischio di sembrare irridente ha fatto segno di vittoria con le mani e lanciato perfino baci all'indirizzo di chi vorrebbe, a gran voce, mandarlo a casa e detto che non lascerà l'Aula prima delle cinque del pomeriggio. In piazza anche i lavoratori della Multiservizi, i militanti di CasaPound e una delegazione del Nuovo centrodestra. Ma soprattutto i portavoce pentastellati. Per loro Mafia Capitale è anche l'occasione per segnare la distanza con 'gli altri'. Vedono già le urne: «Siamo pronti per le elezioni» - ha affermato arrivando il deputato Alessandro Di Battista - «nelle prossime settimane troveremo il candidato. Siamo gli unici a non essere coinvolti in questo schifo».

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