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SENTENZA 10 Giugno Giu 2015 1116 10 giugno 2015

Uber pop, il tribunale di Milano conferma il blocco

Respinta l'istanza di sospensione. Il provvedimento è immediatamente esecutivo: il servizio va disattivato dal 10 giugno.

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UberPop, il servizio di trasporto da parte di privati registrati.

Niente da fare per 'salvare' Uber.
Il tribunale di Milano ha infatti respinto l'istanza di sospensione del blocco della app Uber-pop presentata dalla multinazionale americana, dopo il provvedimento di inibitoria del servizio del 26 maggio per concorrenza sleale nei confronti dei taxi. La società deve quindi disattivare il servizio da subito, entro il 10 giugno.
ESECUTIVO DA SUBITO. Nel provvedimento il giudice MarinaTavassi ha infatti scritto che l'ordinanza di inibitoria è «immediatamente esecutiva». Il giudice Claudio Marangoni aveva accolto il ricorso presentato dalle organizzazioni sindacali e di categoria dei tassisti e dei radiotaxi, assistite da un team legale composto dagli avvocati Marco Giustiniani, Nico Moravia, Giovanni Gigliotti e Alessandro Fabbi, che avevano chiesto l'oscuramento di Uber-pop e l'inibitoria del servizio, in quanto la multinazionale avrebbe fatto «concorrenza sleale» riuscendo a praticare tariffe più basse con autisti senza licenza. Tesi accolta dal magistrato: senza sostenere i «costi» di cui si devono fare carico per legge i tassisti, infatti, a partire dalla licenza e passando per il «tassametro» e l'assicurazione per «usi professionali», la nota app Uber-pop, uno dei servizi messi a disposizione dalla multinazionale americana, avrebbe posto in essere, secondo il giudice, una «concorrenza sleale», riuscendo a praticare «tariffe» più basse e ad accaparrarsi più clienti.
PENALI DA 20 MILA EURO. Il 10 giugno è l'ultimo giorno utile, stando al provvedimento del giudice Marangoni, per le società del gruppo Uber per bloccare la app, altrimenti scatteranno penali da 20 mila euro al giorno. Il gruppo Uber, oltre all'istanza di sospensiva rigettata, ha presentato un reclamo nel merito contro la decisione di inibitoria e l'udienza per la discussione è in programma per le prossime settimane di fronte a un collegio di giudici. Uber aveva motivato la richiesta di sospensione del blocco sottolineando che il parere dell'Authority dei Trasporti sulla vicenda, che risale allo scorso 4 giugno, costituirebbe «un elemento di fatto e di diritto che i giudici non hanno potuto vagliare». Tesi questa, però, non accolta nel provvedimento depositato.

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