Acido Alexander Boettcher 150418143404
CRONACA 11 Giugno Giu 2015 1647 11 giugno 2015

Aggredito con l'acido, 14 anni ai responsabili

Condannati Martina Levato e Alexander Boettcher. Risarcimento da 1 milione per la vittima.

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Alexander Boettcher e Martina Levato.

Sono stati condannati a 14 anni di carcere Martina Levato e Alexander Boettcher, la 'coppia diabolica' imputata a Milano per lesioni gravissime per aver aggredito con l'acido, lo scorso 28 dicembre, Pietro Barbini, ex compagno di scuola di lei.
I giudici di Milano hanno escluso una delle tre aggravanti contestate, ossia quella della crudeltà. Il pm Marcello Musso aveva chiesto per la coppia 15 anni di carcere. Restano le aggravanti dei motivi abietti e della premeditazione.
RISARCIMENTO DA 1 MLN. Il collegio ha disposto a favore della vittima, ex compagno di liceo della studentessa bocconiana, una provvisionale di anticipo sul risarcimento da quantificare in sede civile di 1 milione di euro e di 100mila per ciascuno dei due genitori. Il pm Marcello Musso aveva chiesto di condannare la cosiddetta la coppia a 15 anni. Il procedimento si è svolto con rito abbreviato, dunque con lo sconto di un terzo della pena.
MARTINA LEVATO: «CHIEDO SCUSA A PIETRO». All'udienza per le conclusioni e per la sentenza Martina Levato, alle ultime settimane di gravidanza, per la prima volta ha mostrato segni di pentimento.
La studentessa bocconiana ha letto due pagine scritte con il computer in cui ha chiesto scusa per il suo gesto, dichiarandosi dispiaciuta.
«Chiedo scusa a Pietro e alla sua famiglia, sono dispiaciuta per quello che ho fatto», ha detto, rilasciando una dichiarazione spontanea. La ragazza, da quanto si è saputo, avrebbe fatto anche «aperture» sulla responsabilità di Alexander Boettcher.
Mentre Martina parlava, il pubblico ministero Marcello Musso l'ha interrotta, dicendo che quanto stava dicendo non stava rendendo dichiarazioni spontanee, ma una «lezioncina» davanti al tribunale.
La ragazza, nel corso dell'udienza a porte chiuse, ha sostenuto che Pietro la perseguitava sin dai tempi del liceo e ha definito la sua condotta vicina allo stalking. Levato ha comunque ammesso che la sua reazione è stata ingiustificata e si è detta dispiaciuta per il dolore procurato a Barbini e ai suoi familiari.
Dopo aver letto la dichiarazione spontanea la giovane, che è ormai prossima al parto, ha detto di sentirsi poco bene ed è tornata in carcere. «È tachicardica, non per l’ottavo mese di gravidanza, ma credo per lo stress della vicenda giudiziaria, oggi è venuta contro il parere dei medici», ha spiegato il difensore.

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