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APPUNTAMENTO 12 Giugno Giu 2015 1833 12 giugno 2015

Bilderberg, i potenti riuniti in Tirolo

Economia e geopolitica nell'agenda top secret del summit mondiale che riunsce 140 big di 22 Paesi.

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John Elkann.

Dopo il G7 sulle Alpi bavaresi, un altro summit mondiale in altura, questa volta in Tirolo: ha preso il via a Telfs-Buchen la 63esima conferenza Bilderberg, una specie di 'mini-Davos' con circa 140 big della politica ed economia di 22 Paesi. Fra i presenti, tre primi ministri (Olanda, Finlanda, Belgio), due ministri delle Finanze, l'olandese (presidente dell'Eurogruppo), Jeroen Dijsselbloem, e il cancelliere dello scacchiere George Osborne, il presidente austriaco Heinz Fischer e la regina Beatrice d'Olanda, adviser politici, Ceo di giganti industriali. Per l'Italia anche John Elkann, Franco Bernabè e Mario Monti.
MASSIMA SEGRETEZZA. La riunione si svolge nella massima segretezza in una cornice privata: a differenza del G7 non saranno emessi comunicati o risoluzioni finali e le relazioni non saranno divulgate (il dossier finale di 150 pagine con tutti gli interventi resterà confidenziale e i relatori rimarranno anonimi). Il nome viene dal luogo della prima conferenza nel 1954, l'hotel de Bilderberg a Oesterbeek in Olanda. Questa volta è l'Interalpen hotel Tyrol, albergo altrettanto lussuoso ed esclusivo.
DAL TERRORISMO ALL'UCRAINA. La segretezza ha contribuito al 'mito Bilderberg', ma secondo i critici la leggenda deriva semplicemente dalla mancanza di trasparenza. I temi in agenda spaziano dal terrorismo all'Ucraina, da Iran e Medio Oriente alla patata bollente Grecia, fino alla sicurezza digitale. Nella lista dei partecipanti spiccano i nomi del gotha degli affari internazionali e del business globale: l'ex segretario di stato Usa Henry Kissinger, il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg, la ministra della difesa tedesca Ursula von der Leyen, i presidenti di Airbus (Thomas Enders), Deutsche Bank (Paul Achleitner), Axlel Springer (Matthias Doepfner). E ancora il presidente della conferenza di Monaco sulla sicurezza, Wolfgang Ischinger, tre dirigenti di Google e il fondatore di PayPal, Peter Thiel, l'ex presidente della Commissione Ue José Manuel Barroso, l'ex premier francese Alain Juppe, l'ex cancelliere austriaco Alfred Gusenbauer. Dagli Usa anche due pesi massimi: il generale John Allen, capo della lotta internazionale all'Isis, e Jim Messina, lo stratega della campagna elettorale di Barack Obama nel 2012, segnale che è stato interpretato come un appoggio di Bilderberg alla candidatura di Hillary Clinton alla presidenza Usa.

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