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IL DIBATTITO 15 Giugno Giu 2015 1610 15 giugno 2015

Migranti, la Francia non si indigna

Intellò in silenzio. O snobbati dalla stampa. Ventimiglia viene relegata a cronaca.

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Due migranti dormono sugli scogli a Ventimiglia.

Quei bozzoli dorati che costellano gli scogli di Ventimiglia indignano. Ma solo l'Italia, sempre più sola nell'affrontare il nodo immigrazione. A Parigi e dintorni l'emergenza non scalda gli animi né le menti di pensatori, filosofi e intellettuali di sorta. E gli unici sfoghi, come quello dell'economista Jean Paul Fitoussi o dell'ex ministro Jack Lang, trovano ospitalità solo sulla stampa nostrana
L'Eliseo tiene la barra dritta: i migranti fermi da notti al confine italo francese «non devono passare», ha detto chiaramente il ministro dell'Interno francese Bernard Cazeneuve. «È l'Italia che deve farsene carico. Bisogna rispettare le regole di Schengen».
PARIGI PER I CENTRI ITALIANI. Delle 8 mila persone arrivate Oltralpe dall'inizio dell'anno, 6 mila sono state rispedite indietro, e cioè sul nostro territorio.
Poco importa se dal 2015 sulle nostre coste gli arrivi siano stati 54 mila. Per Parigi la soluzione è una: l'Italia, ha aggiunto Cazeneuve, deve accettare la creazione di centri. «Bisogna che i migranti vengano registrati, che vengano prese le loro impronte digitali».
Non esattamente una proposta in linea con il piano B con cui Matteo Renzi «minaccia» l'Ue (copyright Le Figaro), che contempla tra l'altro permessi temporanei per attraversare l'Ue e l'obbligo per le navi straniere che soccorrono i migranti in acque internazionali di trasferirli nei rispettivi Paesi.
NESSUNO TOCCHI PARIGI. Le Monde attribuisce invece il blocco alla frontiera alla situazione esplosiva della capitale, dove nel giro di appena una settimana centinaia di africani sono stati evacuati per ben tre volte da altrettanti accampamenti di fortuna, dopo il primo sgombero del 2 giugno al Pont de la Chapelle, tra polemiche e denunce contro i metodi della polizia.
«Un campo a Ventimiglia», è il ragionamento, «è meno mediatico che un accampamento di fortuna a Parigi...».

Migranti bloccati e respinti: il silenzio degli intellò

Un migrante con alle spalle un gruppo di poliziotti.

Sulla stampa francese dunque ha la meglio la Realpolitik. Sui principali giornali francesi - da Le Monde a Libération - mancano commenti, editoriali, firme.
Le voci contro, e non rientrano nella categoria «intellettuali», si contano sulle dita di una mano.
LA CASSANDRA CECILE DUFLOT. Tra queste c'è l'ex ministro e deputata dei Verdi Cecile Duflot che sempre su Le Monde ha definito la strategia di Hollande e soci una «Waterloo morale».
«Tutta la gauche», ha scritto la deputata indossando le vesti da Cassandra, «si ricorda dei tristi fatti del 1996, quando la destra al potere non esitò a cacciare i migranti fin all'interno delle chiese. La rabbia che ci fecero provare, la risentiremo un giorno sotto un governo di sinistra».
LANG: «RASTRELLAMENTI INTOLLERABILI». A criticare la politica dell'Eliseo è stato anche l'ex ministro francese Jack Lang, attuale direttore dell'Istituto del Mondo arabo a Parigi. Intervistato da Il Messaggero si è detto «sconvolto» dalla presenza di gendarmi francesi schierati alla frontiera per chiudere il passaggio a «gente che ha giù vissuto l'inferno». E, ancora, «vedere i gendarmi e la polizia rastrellare i treni alle stazioni di Nizza o Cannes non è tollerabile».
Anche se il vero problema, sottolinea Lang, è più a nord, nel Regno Unito. Perché è lì che vogliono andare gli eritrei, gli etiopi e i sudanesi che cercano di attraversare la frontiera. L'Inghilterra, però, «non ne vuole sapere».
FITOUSSI: «EUROPA DAL VOLTO ORRENDO». Insomma se si condanna l'Europa e Parigi, lo si fa sui quotidiani italiani. Un esempio? Jean Paul Fitoussi, intervistato da Qn, ha dichiarato che sull'immigrazione «l'Europa, semplicemente, sta mostrando un volto orrendo». L'economista si è detto stupito dalla «disumanità dei governi. In particolare di quello francese che si suppone sia di sinistra».
«C'è da sottolineare», ha poi aggiunto Fitoussi, «che l'Europa è letteralmente sparita, non fa nulla. Non esiste per un problema che è uno dei più gravi per il futuro di tutta la regione». Puntando il dito contro Marine Le Pen che «non è spuntata per generazione spontanea. È nata perché i governi non hanno risolto i problemi della popolazione».

Sarkozy per lo ius sanguinis e Hollande in Algeria

Il presidente della Francia, François Hollande.

C'è però un tratto che accomuna Italia e Francia. Mentre Matteo Salvini fomenta la rabbia nostrana, al di là delle Alpi ci pensa il redivivo Nicolas Sarkozy allettato dalle primarie del centrodestra. Pur di erodere qualche voto al Front National, l'ex presidente ha messo in dubbio lo ius soli, rilanciando lo ius sanguinis. In altre parole, si diventa francesi se i propri genitori lo sono, non è più sufficiente nascere e compiere i 18 anni in Francia.
IL PRESIDENTE GETTA ACQUA SUL FUOCO. E Hollande? Dal canto suo, il presidente socialista (è bene ricordarlo), che il 21 giugno ha in agenda un incontro con Renzi, in visita in Algeria ha rassicurato il governo di Abdelaziz Bouteflika sull'amicizia tra ex madre patria ed ex colonia.
«La Francia sa ciò che deve agli immigrati algerini che hanno contribuito alla sua storia e al suo sviluppo economico», ha detto monsieur le President. «Dobbiamo lottare insieme contro l'immigrazione irregolare ma anche permettere ai nostri studenti, ricercatori, aritisti, manager e investitori di poter circolare». Evidentemente i migranti sugli scogli di Ventimiglia non sono algerini e nemmeno un valore potenziale per la Francia.

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