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RELIGIONE 16 Giugno Giu 2015 1014 16 giugno 2015

L'enciclica ecologica del papa: «Serve una conversione universale»

Il testo del trattato sull'ambiente pubblicato senza embargo dall'Espresso. Irritazione del Vaticano.

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Papa Francesco.

Un trattato di 191 pagine, sei capitoli e 246 paragrafi, in cui papa Francesco parla di ecologia come studio dell’oîkos , in greco la «casa» di tutti.
Si tratta dell'enciclica ecologica di Bergoglio, dal titolo «'Laudato sì', sulla cura della Casa comune», finita al centro di un giallo: il testo del documento, nonostante fosse sotto embargo, è stato pubblicato lunedì 15 giugno, tre giorni prima della presentazione ufficiale dal settimanale L'Espresso. «Si fa presente» - ha affermato il portavoce vaticano - «che non si tratta del testo finale e che la regola dell'Embargo rimane in vigore. Si invita a rispettare la correttezza giornalistica che richiede di attendere la pubblicazione ufficiale del testo finale», ha specificato il portavoce del Vaticano Padre Lombardi.
«NUOVA SOLIDARIETÀ UNIVERSALE». «Noi non siamo Dio. La terra ci precede e ci è stata data»: nel documento il pontefice parla della «crisi» attuale chiedendo «a tutte le persone di buona volontà» una «conversione ecologica» e una «nuova solidarietà universale» Nell'enciclica Bergoglio parla della responsabilità per il «bene comune» contro il rischio concreto di autoannientamento.
Bergoglio ha elencato i guasti della «crisi ecologica»: riscaldamento globale, cambiamento climatico, inquinamento, innalzamento dei mari, impoverimento della biodiversità, distribuzione iniqua del cibo, la carenza e il diritto di tutti all’acqua. Denunciando «l’inequità» planetaria: «il debito estero dei Paesi poveri si è trasformato in uno strumento di controllo» ma «non accade la stessa cosa» per lo sfruttamento delle risorse e quello che è «un vero debito ecologico soprattutto tra Nord e Sud del mondo».
«POLITICA INTERNAZIONALE DEBOLE». Il papa ha anche puntato il dito contro la «debolezza» della politica internazionale: «È indispensabile creare un sistema normativo che includa limiti inviolabili e assicuri la protezione degli ecosistemi, prima che le nuove forme di potere derivate dal paradigma tecno-economico finiscano per distruggere non solo la politica ma anche libertà e giustizia». Così denuncia la «globalizzazione del paradigma tecnocratico» che si riflette nel «consumismo ossessivo» e «tende ad esercitare un dominio anche su economia e politica», ha affermato.
«I poteri economici continuano a giustificare l’attuale sistema mondiale, in cui prevalgono una speculazione e una ricerca della rendita finanziaria che tendono ad ignorare ogni contesto e gli effetti sulla dignità umana e sull’ambiente». E ancora: «È prevedibile che, di fronte all’esaurimento di alcune risorse, si vada creando uno scenario favorevole per nuove guerre».

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