PROFILO 18 Giugno Giu 2015 1804 18 giugno 2015

Dylann Storm Roof, chi è il killer di Charleston

I due arresti. L'uso di droghe. E quella giacca pro-Apartheid. Ritratto del 21enne Dylann. Autore della strage in una chiesa afro. Nove vittime. Foto.

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La polizia ha arrestato il killer della Chiesa di Charleston, che ha sparato e ucciso nove afroamericani mercoledì 17 giugno. È un bianco di 21 anni e il suo nome è Dylann Storm Roof (foto).
ARRESTATO ALTRE DUE VOLTE. Non è nuovo alle forze dell'ordine: era già stato arrestato per motivi di droga a Lexington County, nella Carolina del Sud, a marzo del 2014, e nuovamente ad aprile 2015 per violazione di domicilio. Lo zio dell'assassino, Carson Cowles, ha detto di aver riconosciuto suo nipote dalle foto diffuse dalla polizia: «Più lo guardo e più mi convinco, è lui», ha dichiarato alla Reuters.
UN'ORA IN CHIESA PRIMA DI SPARARE. Il movente della strage non è stato ancora chiarito, ma iniziano a trapelare i primi elementi sulla dinamica. Sembra infatti che il giovane sia rimasto seduto per un'ora in chiesa prima di aprire il fuoco. Secondo un testimone sopravvissuto alla strage, avrebbe caricato e ricarato l'arma cinque volte. Sempre lo zio ha rivelato che il papà dell'assassino gli aveva regalato una pistola calibro 45 per il suo 21esimo compleanno. Prima di mietere le sue vittime, il killer avrebbe 'spiegato' così il suo gesto: «Devo farlo, voi violentate le nostre donne e vi state prendendo il nostro Paese!». I nomi delle nove vittime non sono stati ancora resi noti, ma sono tutti afroamericani.
SULLA GIACCA LE BANDIERE PRO-APARTHEID. Nel corso di una conferenza stampa il capo della polizia di Charleston, Greg Mullen, ha detto che l'auto su cui Roff era scappato, una berlina nera quattro porte, è stata individuata grazie alla segnalazione di un cittadino. Mullen non ha specificato se a bordo della vettura siano state ritrovate delle armi, ma ha detto che l'arrestato non ha opposto resistenza agli agenti.
Intanto sui social network sono state diffuse alcune fotografie, che mostrano Roof indossare una giacca con le bandiere dell'apartheid, risalenti all'epoca in cui il regime segregazionista era in vigore in Sudafrica e in Zimbabwe.
IL COMPAGNO DI SCUOLA: «UNA SPECIE DI SELVAGGIO». John Mullins, ex compagno di scuola del killer, lo ricorda come «una specie di selvaggio» che «faceva uso di droghe pesanti, come il popper». «Aveva quell'orgoglio tipico degli americani del Sud, come direbbe qualcuno, e forti convinzioni conservatrici. Raccontava anche un sacco di barzellette razziste», ha aggiunto Mullins.

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