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SOCIETÀ 18 Giugno Giu 2015 1200 18 giugno 2015

Francia-Italia, migranti e Nutella: 10 confronti tra i due Paesi

I migranti a Ventimiglia e l'olio di palma nella Nutella. Ma anche le sfilate, il vino e lo sport: la sfida infinita tra Francia e Italia, nazioni avversarie e innamorate.

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Barricate a Ventimiglia e scontri sulla Nutella. I rapporti tra l'Italia e la Francia, da sempre fondati sull'odio e sull'amore reciproci, sembrano trovare ogni giorno nuovi motivi per rinnovare le loro contraddizioni. I richiedenti asilo e i sans-papiers che tentano di passare la frontiera partendo dalla Liguria, e il famigerato olio di palma di cui sarebbe colpevolmente ricca la crema piemontese, fra loro non hanno niente in comune, se non appunto il confine che separa le due italiche regioni dalla Francia. E i confini, si sa, sono fatti di simboli, più ancora che di dogane.
LA NUTELLA, «UN PERICOLO PER IL PIANETA». «Non mangiate più Nutella se volete salvare il pianeta», è arrivata a dichiarare il ministro dell'Ecologia Ségolène Royal, suscitando la reazione sdegnata dell'azienda e del ministro italiano dell'Ambiente Gian Luca Galletti («Royal lasci stare i prodotti italiani») e finendo per doversi scusare. Mentre da una parte la Ferrero viene accusata di essere responsabile della deforestazione, dall'altra Parigi non fa mistero di nutrire poca fiducia nei confronti di Roma sulle gestione dell'immigrazione, e chiede che sia l'Unione europea a gestire sul nostro territorio i centri di controllo destinati a distinguere i «veri rifugiati» dai migranti economici.
Francia e Italia competono però su molti altri fronti: dal vino al cinema, dalla moda allo sport, dal turismo alla bellezza femminile. Ecco le dieci sfide in cui l'eccellenza tricolore e quella transalpina si contendono il primato.

Cibo, in Francia una legge contro lo spreco alimentare

Mentre in Italia il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha fatto un appello per facilitare la distribuzione ai più poveri dei prodotti alimentari vicini alla data di scadenza, in Francia una legge contro lo spreco alimentare è già in vigore. L'Assemblea nazionale francese ha approvato all’unanimità un provvedimento che mette con le spalle al muro i supermercati: tutti i punti vendita con una superficie superiore ai 400 metri quadrati dovranno donare agli enti assistenziali, attraverso la rete del volontariato, tutti i prodotti in scadenza o invenduti altrimenti destinati a finire nella spazzatura, stipulando convenzioni obbligatorie con le associazioni che fanno questo tipo di attività. I prodotti avariati, non più commestibili, dovranno essere usati per il compostaggio agricolo o per finalità energetiche. Per i trasgressori multe fino a 75 mila euro e fino a due anni di carcere. Il governo francese spera così di riuscire a dimezzare gli sprechi alimentari entro il 2025.

Vino, l'Italia esporta di più

In materia di vino, la competizione tra Francia e Italia è sempre viva, con un'alternanza continua di sorpassi e sgambetti, sabotaggi e scorrettezze. Tuttavia, secondo i dati dell’Oiv (Organisation Internationale de la Vigne et du Vin) nel 2013 l’Italia è stata il primo produttore di vino al mondo (42 milioni di ettolitri), con una quota del 18,2% su un totale di 287,6 milioni di ettolitri. Una vecchia battaglia, una vecchia sfida che non smette di riaccendersi, specie dopo le ultime parole del premier Renzi: «Il vino italiano è oggettivamente superiore a quello francese, eppure abbiamo porzioni di mercato molto più basse rispetto alle nostre potenzialità». Insomma, l’Italia batte la Francia per numero di bottiglie esportate, anche se di valore mediamente più basso. Proprio i cugini piemontesi rappresentano un quinto dell’intero export italiano, in prima fila con veneti e toscani. Per il 2014, però, la classifica potrebbe cambiare: le stime prevedono la Francia in prima posizione con 46,2 milioni di ettolitri, l’Italia seconda con 44,4 e la Spagna terza con 37.

Cinema, gli italiani vincono più Oscar

Federico Fellini con cinque Oscar (quattro vinti per il miglior film straniero e uno alla carriera assegnato nel 1993) e Vittorio De Sica con quattro statuette guidano la classifica dei registi italiani vittoriosi agli Academy Award. Fin dagli albori del premio, assegnato a partire dal lontano 1929, il duello per il miglior film straniero è tutto italo-francese. Alla primissima vittoria italiana per Sciuscià di Vittorio De Sica nel 1948 seguì l'anno successivo quella francese con Monsieur Vincent di Maurice Cloche. Nel 1950 toccò di nuovo all'Italia e a De Sica con Ladri di biciclette, e la staffetta si ripetè l'anno successivo, con il successo francese de Le mura di Malapaga di René Clément. A spostare l'equilibrio a favore dell'Italia ci ha pensato Paolo Sorrentino, vincitore dell'Oscar con La grande bellezza. Fino a quel momento, infatti, Italia e Francia hanno condiviso alla pari il titolo di cinematografia più amata dagli americani, con 12 riconoscimenti ciascuna. Ben distanti, con quattro Oscar, Spagna Russia e Giappone.

Moda, in Francia una legge contro le modelle troppo magre

Parigi e Milano si contendono il titolo di capitale europea della moda. Francia, Italia e Spagna da sole rappresentano il 60% della filiera mondiale del settore. E se è vero che i due più grandi gruppi della moda al mondo, Lvmh e Kering, sono francesi, quasi tutto il resto, nel settore, ha ancora un marchio italiano.
Al di là dell'estetica, tuttavia, sul fronte della tutela della salute, è la Francia il Paese più all'avanguardia. Parigi ha infatti da poco approvato una legge rivoluzionaria contro l’anoressia delle modelle. Il testo, promosso dai socialisti, vieta di svolgere tale attività a tutte le persone con un indice di massa corporea inferiore a 18, cioè sotto la media degli adulti, compresa tra 18,5 e 24,9. Chiunque violi la norma è punito con sei mesi di carcere e una multa da 75 mila euro. I francesi hanno introdotto anche il reato di apologia dell’anoressia, per poter multare siti web e aziende che promuovono un’eccessiva perdita di peso.
Anche al parlamento italiano, nel 2014, approdò una proposta di legge bipartisan contro l'anoressia, firmata dalla deputata del Partito democratico Michela Marzano e dall'ex ministro per le Pari opportunità Mara Carfagna. Il testo prevedeva pene fino a un anno e 50 mila euro di multa per chi «istiga esplicitamente a pratiche di restrizione alimentare prolungata», ma non è stato ancora approvato.

Sport, l'Italia vince a calcio ma perde a rugby

Sul campo da calcio la nazionale azzurra può vantare la conquista di ben quattro Coppe del Mondo. I Blues, invece, ne hanno vinta solo una, nel 1998, quando tra l'altro giocavano in casa. Gli scontri diretti tra Francia e Italia fanno parte della storia del pallone. Fu proprio la nazionale transalpina la prima avversaria dell'Italia, in un'amichevole giocata a Milano nel 1910 che si concluse 6-2 a favore dei futuri azzurri, all'epoca ancora vestiti di bianco. Nel bilancio complessivo delle sfide l'Italia è avanti di gran lunga, avendo battuto la Francia 18 volte in 37 partite. I pareggi sono stati 10, le vittorie dei francesi nove.
Un altro lunghissimo confronto riguarda il rugby. La sfida è iniziata a Roma, nel lontano 1935. A vincere furono i transalpini, che si imposero con il punteggio di 44-6. Nei successivi 80 anni, le due nazionali si sono affrontate altre 65 volte: 33-3 il bilancio finale a favore dei francesi.

Turismo, superati dalla Francia ma primi per i siti culturali

Nel settore viaggi e turismo, secondo la classifica stilata dal World Economic Forum, l'Italia si posiziona all’ottavo posto, dietro a cinque altre nazioni europee, tra cui la Francia. Il nostro Paese è competitivo, ma non abbastanza. A guidare la classifica, che tiene conto di 14 parametri e mette a confronto 141 Stati in tutto il mondo, c'è la Spagna, prima per livello di risorse culturali, capacità di promozione online ed eccellenza delle infrastrutture. Seconda la Francia, terza la Germania. Secondo il Wef, anche Stati Uniti, Gran Bretagna, Svizzera e Australia superano per attrattività il Bel Paese.
Le notizie peggiori, tuttavia, arrivano sul fronte della protezione delle risorse naturali. L'Italia infatti non compare nemmeno tra le prime 10 nazioni che tutelano il proprio paesaggio per valorizzarlo meglio dal punto di vista turistico. Va molto meglio con le risorse culturali, che vedono l'Italia al terzo posto tra i Paesi che possono contare sul patrimonio culturale per sviluppare l’industria del turismo e al primo posto per il numero di siti culturali patrimonio dell'umanità.

Richiedenti asilo, nel 2014 Francia e Italia alla pari

Nel 2014 i richiedenti asilo in Italia sono più che raddoppiati, facendo segnare un incremento del 143%. Un record assoluto, se si considera che in Europa l'aumento medio è stato del 44%. L'Italia figura tra i Paesi con più domande d'asilo dopo Germania e Svezia, assieme proprio ai cugini francesi.
Il numero di persone che hanno chiesto asilo nei Paesi dell'Unione nel 2014 ha toccato la cifra record di 626 mila, 191 mila in più rispetto al 2013. La quota più alta si è registrata in Germania (202.700 domande, pari al 32% del totale). Seconda la Svezia, con 81.200 domande (13%). Terze, con cifre quasi identiche, Italia e Francia: 64.600 le domande presentate a Roma, 62.800 quelle presentate a Parigi, per quote pari al 10% ciascuna.
Dati che confermano come i due Paesi farebbero meglio a collaborare nell'accoglienza dei profughi, trovandosi di fatto nella stessa situazione.

Napoleone, italiano o francese?

La Corsica, terra natale di Napoleone Bonaparte, appartenne a Genova fino al 1769. Successivamente venne ceduta alla Francia, perché Genova non era più in grado di controllarla. Napoleone Buonaparte (cognome francesizzato in seguito in Bonaparte) discendeva da una famiglia della piccola nobiltà decaduta della Toscana. Gli storici hanno discusso a lungo sul suo anno di nascita: secondo alcuni sarebbe nato nel 1768, quando la Corsica era ancora un possedimento genovese, e dunque Napoleone sarebbe italiano. Secondo questa teoria, sarebbe stato lui stesso a posticipare la data al 1769, falsificando l'atto di nascita quando cominciò la carriera militare che l'avrebbe portato a diventare Imperatore dei francesi. Motivo? Per essere considerato francese a tutti gli effetti.

Musica, la musa francese

Nel corso del ventesimo secolo tutta la storia e la cultura francese sono state espresse musicalmente da grandi artisti con storie molto diverse fra di loro. Ciascuno di essi ha lasciato un'eredità diventata fonte d'ispirazione per molti cantautori italiani, come Gino Paoli, Luigi Tenco, Bruno Lauzi, Umberto Bindi e Fabrizio De Andrè. Intellettuali, anticonformisti, anarchici o esistenzialisti: da Léo Ferré a Charles Aznavour, passando per Édith Piaf e Serge Gainsbourg, la Francia musicale è una vera e propria musa per gli artisti italiani.

Francia-Italia, una lunga storia d'amore

Dai tempi di Caterina de' Medici, regina consorte di Francia come sposa di Enrico II, fino alla première dame Carla Bruni, che nel 2008 ha sposato all'Eliseo l'allora presidente francese Nicolas Sarkozy, la storia dei rapporti tra la Francia e l'Italia è fatta anche di tanti matrimoni illustri.
Un'altra italiana famosa a fare breccia nel cuore di un francese è stata ad esempio Monica Bellucci, che nel 1999 sposò l'attore Vincent Cassel, conosciuto tre anni prima sul set del film L'appartamento. La loro storia è durata fino al 2013, quando i due hanno deciso di separarsi.
D'altra parte, non sono solo le donne italiane ad aver avuto successo oltralpe: l'attore Stefano Accorsi è stato invidiato per molto tempo dai suoi connazionali, per aver conquistato la modella Laetitia Casta. I due si sono frequentati per ben dieci anni, dal 2003 al 2013, e hanno avuto due figli.

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