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ANNIVERSARIO 18 Giugno Giu 2015 1147 18 giugno 2015

Nel giorno del bicentenario della battaglia di Waterloo l'Eurogruppo decide sulla Grecia

A 200 anni dalla sconfitta di Napoleone, si gioca il destino della Grecia.

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Il presidente dell'Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem e il ministro delle Finanze greco Yanis Varoufakis.

Era il 18 giugno 1815 quando la battaglia di Waterloo, nella campagna belga a pochi chilometri da Bruxelles, consacrò la fine definitiva di Napoleone e del suo impero per mano del Duca di Wellington e del generale prussiano Blücher. Dopo 200 anni, il 18 giugno 2015, un'altra Waterloo si potrebbe consumare, questa volta però non a scapito dei francesi ma dei greci.
Il campo di battaglia è infatti l'Eurogruppo, che alle 15 riunisce i 19 ministri delle finanze dell'Eurozona con l'obiettivo di raggiungere un accordo con il governo ellenico prima della scadenza del programma di salvataggio. E scongiurare così il mancato pagamento da parte della Grecia di 1,6 miliardi al Fondo monetario internazionale il 30 giugno. Ma soprattutto evitare la débâcle dell'unione monetaria con l'uscita definitiva di Atene dall'euro.
L'EURO RESTA IRREVERSIBILE. La Grexit sarebbe così, a distanza di 200 anni, la Waterloo dell'Unione europea. Che per ora tutti cercano di evitare, almeno a parole: «Gli sforzi della Germania restano tesi a che la Grecia rimanga nell'Eurozona», ha detto il cancelliere tedesco Angela Merkel il 18 giugno al Bundestag. «L'euro resta irreversibile», ha confermato il portavoce della Commissione Ue Margaritis Schinas su una possibile Grexit.

Dalla battaglia di Waterloo a quella politico finanziaria sulla Grecia

Intanto, in attesa del risultato della battaglia politico finanziaria che oggi si gioca sui tavoli del Consiglio europeo in Lussemburgo, a Waterloo va in scena la rievocazione della grande battaglia che 200 anni fa ha segnato l'uscita di scena dalla storia dell'imperatore francese.
Da 25 anni, infatti, ogni 18 giugno, in quello stesso campo di battaglia si mette in scena il massacro delle truppe francesi a opera di quelle inglesi e prussiane. Su una distesa di 2.500 ettari di terreno, oggi patrimonio dell'Unesco, circa 6 mila comparse in uniforme provenienti da tutto il mondo rivivono quei giorni di guerra.
SUL CAMPO 300 CAVALIERI. Per rendere tutto più verosimile - per quanto sia un momento celebrativo e un gioco - 300 cavalieri si scontrano con i loro cavalli sul campo di battaglia, accompagnati da 100 cannoni e 2.500 chili di polvere da sparo.
Tutto intorno le tende degli accampamenti, dove i soldati in costume mettono in scena momenti di vita fuori dal campo di battaglia: aggiustano le armi, curano i feriti, preparano il rancio, scrivono lettere ai propri cari. Ad assistere alle loro gesta, i fortunati che sono riusciti a comprare un biglietto, è tutto sold out da tempo: 60 mila spettatori al giorno attraverseranno i bivacchi delle truppe imperiali e il campo di battaglia dove Napoleone, interpretato dal francese Frank Samson (classe 1967, avvocato di Orleans), indosserà per l'occasione l'uniforme e il bicorno d’ordinanza originali, arrivati direttamente dal museo francese di Sens per celebrare il bicentenario.
Da giovedì 18 a sabato 20 giugno Waterloo torna ad essere quindi un campo di battaglia, dall'attacco francese dove l’esercito napoleonico fiancheggiato dai belgo-olandesi sembra avere la meglio sulle truppe britanniche, alla seconda battaglia dove gli inglesi, dalla fattoria fortificata di Hougoumont, mettono in campo l’artiglieria pesante sterminando le truppe di Napoleone, che fugge verso Parigi mentre Wellington e Blutcher festeggiano la vittoria alla locanda “Belle Alliance”.
LA STRETTA DI MANO TRA I DISCENDENTI. Una vittoria che è stata 'esorcizzata' dalla stretta di mano tra i discendenti dei tre maggiori protagonisti della battaglia di Waterloo (vedi foto in basso, ndr) ha dato formalmente il via alla rievocazione del bicentenario dello storico combattimento. L'inglese Charles Wellesley, tuttora Duca di Wellington, il principe Charles Bonaparte, erede di Napoleone e il principe Blucher von Wahlstatt, discendente dell'omonimo generale prussiano, si sono scambiati quindi un gesto di pace, nel corso di una cerimonia alla presenza dei padroni di casa, la coppia reale del Belgio, il re e la regina dei Paesi Bassi, il Gran Duca e la Duchessa di Lussemburgo e i preferiti dai fotografi, il principe di Galles, Carlo d'Inghilterra con la moglie Camilla.
Proprio Carlo ha inaugurato un monumento in onore ai soldati francesi, di fatto il restauro della celebre fattoria di Hougoumont, dove i militari di Wellington bloccarono l'avanzata dell'Armeè napoleonica.

«La gloriosa sconfitta» che brucia ai francesi

Una sconfitta che a distanza di 200 anni brucia ancora nella pelle dei francesi, così nel giorno in cui grandi Paesi europei come Belgio e Gran Bretagna commemorano l'anniversario della battaglia di Waterloo, la Francia volta lo sguardo e si consola con il 75esimo anniversario dell'appello alla resistenza del Generale de Gaulle.
NO ALLA MONETA CELEBRATIVA. Il presidente, François Hollande, è al Mont Valérien, memoriale simbolo della Seconda Guerra Mondiale, mentre a Parigi apre un museo completamente rinnovato sulla liberazione. Per la Francia, quella che alcuni storici definiscono «la gloriosa sconfitta» è un vero e proprio tabù. Tanto che Parigi è riuscita ad evitare che il Belgio coniasse una moneta da 2 euro in occasione del bicentenario.
Bruxelles ha accolto la richiesta, limitandosi a una moneta speciale da collezione da 2,50 euro.

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