DOCUMENTI 20 Giugno Giu 2015 2002 20 giugno 2015

Charleston, il manifesto di Roof: «La segregazione è giusta»

Il pensiero del killer su un sito internet. Tra frasi deliranti e foto razziste.

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Voleva scatenare una nuova guerra civile, Dylann Roof. Il killer della chiesa Mother Emanuel a Charleston l’aveva messo per iscritto in un manifesto pubblicato sul sito LastRhodesian.com.
«Non sono nato razzista», spiegava l’assassino nel suo documento di 2.500 parole, aggiungendo di aver preso la decisione di agire dopo essersi reso conto dei crimini commessi dai neri contro i bianchi, e che le minoranze si stavano prendendo gli Stati Uniti d’America.
«NESSUNO CHE MI AIUTI». Così Dylann ha scelto Charleston, per via della sua numerosa comunità afro, lamentandosi per l’assenza di skinhead o di un vero Ku Klux Klan che lo aiutasse nella sua missione, ma fiducioso nel fatto che «grandi menti biance siano lì fuori già pronte».
Tra le parole deliranti di Roof, sul sito (ora messo offline) anche le foto che lo ritraevano armato, in posa con dei manichini di schiavi neri, o nell’atto di bruciare la bandiera americana.
Ma Dylann non ce l’aveva solo con i neri. Non si fidava degli ‘alleati’ dell’Asia dell’Est, definiva gli ispanici «un enorme problema», sperava che almeno per un giorno tutti gli ebrei diventassero blu così che la gente si potesse accorgere che erano diversi.
«STUPIDI E VIOLENTI». I suoi nemici peggiori, però, sono proprio gli afroamericani: «I negri (sic) sono stupidi e violenti… I neri vedono tutto attraverso le lenti della razza».
Per Roof, la segregazione raziale non è «una cosa negativa», anzi, bisognerebbe seguire l’esempio del regime d’Apartheid sudafricano e ristabilire la schiavitù.
In conclusione della sua lettera, il killer di Charleston chiedeva scusa. Non per i contenuti deliranti del suo proclama, ma per «qualsiasi errore di battitura. Non ho avuto il tempo di rileggere».

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