PROTESTA 23 Giugno Giu 2015 1232 23 giugno 2015

Cina, 10 mila cani uccisi e venduti al mercato di Yulin

Il "Festival della carne di cane" continua a mietere vittime. Ma gli animalisti cinesi si ribellano. Foto.

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In Cina si è appena concluso il consueto 'Festival della carne di cane'. Anche quest'anno 10 mila cani sono stati uccisi e venduti al mercato di Yulin, nella provincia meridionale del Guangxi (foto).
Come reso noto dal Corriere della Sera, secondo antiche credenze locali la carne di cane ridurrebbe il calore interno del corpo, aiuterebbe la circolazione del sangue, proteggerebbe dai virus e rafforzerebbe la virilità. Tutto questo a spese di quello che per la cultura occidentale è invece il miglior amico dell'uomo: i cani, ammassati nelle gabbie, vengono scelti dai clienti ancora vivi e poi uccisi sotto i loro occhi. Le carcasse spellate sono allineate sui banchi, il prezzo parte da 100 yuan, circa 12 euro.
LE PROTESTE DEGLI ANIMALISTI. Il festival di Yulin è stato lanciato nell'estate del 1995, ma quest'anno gli animalisti cinesi si sono fatti sentire, raccogliendo su internet quasi 4 milioni di adesioni. Tanto che perfino l’agenzia di stampa statale Xinhua, voce ufficiale di Pechino, ha riferito delle polemiche e delle contestazioni. Secondo i risultati di un sondaggio citato dall'agenzia stessa, l'87% dei cinesi sarebbe ormai contrario al massacro. Ha fatto scalpore anche l’iniziativa di Yang Xiaoyun, un'insegnante in pensione di Tianjin, che ha percorso migliaia di chilometri per andare a Yulin e comprare circa 100 cani destinati al macello. Ha speso migliaia di yuan per salvarli ed è diventata una paladina della campagna animalista.

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