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ORRORE 23 Giugno Giu 2015 0957 23 giugno 2015

L'ultima dell'Isis: mine nei cadaveri per terrorizzare i civili

Lo Stato islamico piazza esplosivi nelle case e nelle strade. Persino nei corpi decapitati. Per spaventare i profughi che tornano.

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L'Isis ha lasciato mine nelle case delle città conquistate.

Non c'è fine all'orrore perpetrato dall'Isis in Medio Oriente.
Dopo le decapitazioni, gli stupri e le crocifissioni, la violenza dello Stato islamico ha raggiunto un nuovo livello di crudeltà con l'uso di mine nelle città attaccate e poi abbandonate dal Califfato.
Un rapporto della ong Handicap International (Hi) ha denunciato l'ultima tattica dell'Isis: imbottire di esplosivo cadaveri decapitati lasciati tra le macerie di Kobane, città siriana abbandonata dallo Stato islamico a gennaio di fronte all'avanza dei peshmerga e dei miliziani curdi.
CONTRO IL RITORNO ALLA VITA. I tentativi di recuperare questi corpi, spiega l'organizzazione, sono finiti in tragedia.
I jihadisti hanno lasciato anche altri tipi di 'trappole': secondo il rapporto, esplosivi progettati per restare attivi molto tempo sono stati trovati tra le macerie delle case, sotto mobili, automobili, trattori, o nascosti in aree coltivabili.
Tutto questo con lo scopo non solo di uccidere, ma anche di impedire il ritorno sicuro dei civili alle loro case e ad una vita normale.
«OLTRE I NOSTRI INCUBI». «Quello che abbiamo visto a Kobane è oltre i nostri peggiori incubi», ha detto Frédéric Maio, che coordina le operazioni di sminamento di Hi.
«Una parte significativa della città è stata distrutta e la contaminazione di armi inesplose di tutti i tipi ha raggiunto una densità e una diversità mai vista prima».
Ordigni e trappole rappresentano «una minaccia quotidiana per le persone che stanno cercando di rientrare nelle loro case e impediscono alle organizzazioni umanitarie di operare in modo sicuro e di fornire il supporto necessario a questa popolazione così vulnerabile».

Esplosivi piazzati sotto i letti e dietro le porte

La bandiera dell'Isis sulla cittadella di Palmira.

Nella regione di Khabour, in Siria, l'Isis ha piazzato mine nelle camere da letto e nei bagni delle case prima di abbandonare l'area riconquistata dai curdi.
Gli ordigni esplosivi si trovano, per esempio, sotto i materassi e dietro le porte delle stanze: l'obiettivo è provocare insicurezza e terrore nei civili che vogliono tornare nelle loro abitazioni, che diventano 'proprietà' dello Stato islamico attraverso l'uso delle mine.
DISTRUTTI DUE MAUSOLEI DI PALMIRA. Anche l'antica Palmira rischia la distruzione: l'Isis ha infatti piazzato mine e ordigni nel sito patrimonio dell'Unesco e ha fatto saltare in aria due antichi mausolei.
«Non sappiamo perché abbiano minato le rovine, se per distruggerle o per impedire l'avanzata dei governativi», afferma l'Osservatorio siriano per i diritti umani (Ondus).
MINE AL CONFINE TRA SIRIA E TURCHIA. Infine, dopo che milizie curde dell'Ypg e gruppi di ribelli hanno strappato ai jihadisti il controllo del valico di confine tra Siria e Turchia a Tal Abyad, un portavoce del gruppo ribelle Burkan al Furat ha raccontato che «ci sono mine ovunque, e i corpi dei combattenti dell'Isis sono rimasti nelle strade».
Una rischiosa operazione di 'pulizia' della zona deve quindi essere effettuata prima di far ritornare i civili sfollati, vittime innocenti di questa guerra del terrore penetrata fin dentro le loro case.

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