TERRORISMO 26 Giugno Giu 2015 1127 26 giugno 2015

Francia: esplosioni in una fabbrica vicino Lione, trovato un uomo decapitato

Nel mirino una fabbrica di gas vicino Lione. Decapitato un uomo, sulla testa ritrovate iscrizioni in arabo. Identificato un sospetto terrorista, il suo nome è Yassin Saleh. Foto.

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Nuovo attentato terroristico in Francia, cinque mesi dopo la strage di Charlie Hebdo. Il corpo decapitato di un uomo è stato ritrovato vicino a una fabbrica di gas a Saint-Quentin-Fallavier, paesino di 6 mila abitanti nei pressi di Lione. La testa era infilzata sulla recinzione dello stabilimento, coperta da scritte in arabo. Altre due persone sono state ferite (foto).

Bandiere con scritte in arabo sulla recinzione della fabbrica colpita dai terroristi.

TRE GIORNI DI ALLARME IN FRANCIA. Il presidente Hollande ha annunciato tre giorni di allerta per il rischio attentati nella regione di Rhône-Alpes. Il livello d'allarme è massimo. L'attacco terroristico è avvenuto nella fabbrica Air Products, che fornisce gas a diversi tipi di industrie. L'impianto è classificato 'Seveso': si tratta cioè di un'azienda produttrice di materiali industriali pericolosi.
LA VITTIMA DECAPITATA DA UN SUO DIPENDENTE. La vittima decapitata, Hervé C., è il responsabile di una società di trasporti con sede a Chassieu. Secondo il quotidiano Le Dauphine e altre fonti di stampa francesi, si trovava sul posto per una consegna e sarebbe il datore di lavoro del suo carnefice.
Nell'azienda di Chassieu è in corso una perquisizione, le strade d'accesso sono bloccate dalla polizia.



La vittima dell'attentato: Hervé C., 50 anni (screenshot dal sito di Le Parisien).

HOLLANDE: «VOLEVANO FAR ESPLODERE LA FABBRICA». Hollande ha spiegato in conferenza stampa che un sospetto terrorista è stato arrestato dentro la fabbrica grazie all'intervento dei vigili del fuoco, mentre cercava di innescare un'esplosione con bottiglie piene d'acetone. Altre quattro persone son state fermate, ma non ci sarebbero prove di un loro coinvolgimento diretto nell'attacco. «La fabbrica era piena di bombole di gas, i terroristi volevano farla saltare in aria», ha aggiunto Hollande. Alcune esplosioni sono state effettivamente udite nei pressi dello stabilimento, perché un numero limitato di bombole è stato fatto scoppiare.
CAZENEUVE: «L'ATTENTATORE SI CHIAMA YASSIN SALEH». Il ministro dell'Interno francese, Bernard Cazeneuve, ha rivelato il nome del principale indiziato, in stato di arresto. Si tratta di Yassin Saleh, 35 anni, sposato con tre figli. In passato sarebbe stato in contatto con gruppi salafiti. Secondo il ministro, tuttavia, l'uomo non ha precedenti giudiziari recenti. Nel 2006 era stato posto sotto la sorveglianza dei Servizi segreti per sospetta radicalizzazione. Dal 2008 non era più controllato e non risulterebbe collegato ad organizzazioni armate.
LA TENTATA IRRUZIONE COL FURGONCINO DELLA VITTIMA. Saleh avrebbe cercato di irrompere nello stabilimento con l'automobile della vittima. Secondo quanto ricostruito dal quotidiano Le Figaro, avrebbe ucciso il suo datore di lavoro prima di mettersi alla guida. Poi, una volta arrivato sul posto, si sarebbe fermato per infilzare la testa sulla recinzione. Quindi sarebbe entrato nel sito di Air Products, con l'intento di provocare un disastro ambientale. Lì è stato bloccato dell'intervento di un vigile del fuoco.
LA MOGLIE DI SALEH: «MIO MARITO È UN UOMO NORMALE!». La moglie di Yassin Saleh è una delle altre quattro persone fermate della polizia. Ai media francesi, prima di essere raggiunta dagli agenti, aveva espresso la propria incredulità sul conto del marito arrestato: «Non è possibile, mio marito è un uomo normale!», ha dichiarato la donna.

VALLS: «È TERRORISMO ISLAMICO». Accanto alla testa dell'auotrasportatore, sulla recinzione dello stabilimento, sono state ritrovate bandiere con scritte in lingua araba. La Procura di Parigi indaga per terrorismo e il primo ministro francese, Manuel Valls, ha ricondotto l'attacco al «terrorismo islamico». «Il terrorismo islamico ha colpito di nuovo la Francia», ha detto Valls, descrivendo l'assalto come spaventoso e spiegando che la «minaccia jihadista resta molto alta». Una perquisizione dei reparti speciali francesi è in corso a casa di Yassin Saleh a Saint-Priest, nei pressi di Lione.

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