Attentato Spiaggia Tunisia 150626145446
CRONACA 26 Giugno Giu 2015 2121 26 giugno 2015

Strage in Tunisia, i racconti dei testimoni: «Terroristi arrivati sui gommoni»

I racconti dei turisti presenti all'attacco ai due resort di Sousse: «Kalashnikov nascosti sotto gli ombrelloni. I killer inseguivano i turisti in fuga».

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L'attentato è avvenuto presso due resort di lusso a Sousse, nel golfo di Hammamet.

Due uomini sbarcati su un gommone. Poi gli spari. Il cadaveri di turisti ignari. E la spaggia che diventa all'improvviso un inferno.
L'attentato terroristico che ha trasformato un venerdì di Ramadan in un giorno di sangue in due resort di lusso di Sousse (l'Hotel Riu Imperial Marhaba e il Port el Kantaoui) è negli occhi e nelle parole delle persone presenti sul posto. Testimonianze raccolte nel corso delle ore dai media. E che assieme alle prime foto e ai video apparsi in rete e sui social network hanno composto un puzzle di terrore.
«ARRIVATI SUI GOMMONI COI KALASHNIKOV SOTTO GLI OMBRELLONI». I due terroristi «sono arrivati via mare a bordo di un gommone» e hanno «fatto irruzione sulla spiaggia», hanno raccontato uomini della sicurezza e persone sul posto. «Uno dei due ha aperto il fuoco con granate e nascondeva il kalashnikov sotto un ombrellone che aveva in mano».
«INSEGUIVANO I TURISTI IN FUGA». I terroristi sono poi entrati nella struttura e hanno «inseguito i turisti in fuga fino alla piscina, risparmiando gli inservienti».
«Ero nella hall dell'albergo quando ho sentito degli spari provenire dalla spiaggia. Mi sono nascosto. E quando ho capito che era tutto finito sono corso sulla spiaggia per prestare aiuto», è la ricostruzione di Petr, turista moscovita (che ha chiesto di non diffondere il suo cognome) interpellato dal Corriere della Sera, uno dei primi a pubblicare le immagini dell'attacco in Tunisia.
«CI SIAMO BARRICATI NELLE NOSTRE CAMERE». «Era circa mezzogiorno, stavo sulla spiaggia. Abbiamo sentito come delle esplosioni ma all'inizio abbiamo pensato che fossero semplici petardi. Nessuno ha reagito. Poi c'è stata una seconda raffica, e a quel punto è scoppiato il panico», è il racconto fatto da Marie-Astrid, une turista francese, al quotidiano francese Le Monde. «Siamo andati a cercare riparo in hotel, all'interno di una camera. Abbiamo messo i letti contro le porte. Le esplosioni all'esterno continuavano. Dopo 30 minuti circa siamo riusciti a raggiungere la reception dove ci hanno detto che l'esercito e la polizia stavano intervenendo».
«PENSAVAMO FOSSERO PETARDI». «Pensavamo fossero dei petardi, ma abbiamo capito velocemente quello che stava accadendo», ha raccontato a Sky news un turista inglese, Gary Pine, presente sulla spiaggia di Sousse confermando che i turisti si sono rintanati nelle proprie camere di albergo.
Grégoire, un altro turista francese stava giocando a beach volley su una spiaggia vicina. «Alla seconda raffica le persone si sono rese conto di cosa stava accadendo e si sono messe a correre. Mi sono ritrovato nella sparatoria: c'erano corpi per terra. Abbiamo cercato un riparo. Siamo scioccati».

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