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TERRORISMO 29 Giugno Giu 2015 0700 29 giugno 2015

L'Isis usa disabili, barboni e bimbi come kamikaze

Paralizzati dalla vita in giù. Portatori di handicap. Dementi, bambini e prostitute. Il Califfato a corto di uomini adesca giovani disperati per strada. Pure in Europa.

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Piccoli soldati a volto coperto.

Miliziani drogati, mogli schiave prese tra le prostitute, bambini nei campi d'addestramento che impugnano bombe e kalashnikov.
La mostruosità dell'Isis non smette di scioccare e le ultime notizie disturbanti arrivano dal cuore l'Europa. Un ragazzo tedesco senza fissa dimora, con problemi mentali, morto da martire tra i jihadisti del Califfato e un minorenne del West Yorkshire passato alla storia come il più giovane attentatore suicida della Gran Bretagna, in Iraq.
Nell'entroterra poverissimo del Maghreb da dove partono diverse migliaia di combattenti nell'Isis il fenomeno non è una novità.
BARBONI E PROSTITUTE. Dal Marocco e dalla Tunisia sbandati, soggetti deboli e anche portatori di handicap vengono ogni giorno caricati su tour pagati per il Medio Oriente, nei territori controllati dai qaedisti di al Nusra e dal cosiddetto Stato islamico, per convincersi a diventare i kamikaze dell'ormai cosiddetta Primavera araba.
Alcuni tornano indietro spaventati, altri no. Le famiglie nord-africane delle vittime hanno denunciato gli adescamenti, il governo tunisino ha confermato la tratta di prostitute ragazzine verso il Califfato.
DA FRIBURGO ALL'IRAQ. Ma da questa primavera l'allarme arriva anche dalla Germania, alle prese con il preoccupante appeal che esercitano tra le nuove generazioni musulmane - figli di immigrati, ma anche tedeschi convertiti - gli imam radicali salafiti.
Da Friburgo il 24enne Yannick, senza tetto con piccoli precedenti penali e disturbi mentali, è andato a morire nel Nord dell'Iraq. Un botto con una tonnellata e mezzo di esplosivo. Poi l'annuncio dell'Isis del «martire tedesco, attentatore suicida, Abu Muhammad al Almani». La Gran Bretagna del 17enne Talha Asmal, alias Abu Yusuf al Britani, non è da meno.

Soggetti deboli e invalidi adescati per strada anche in Europa

Combattenti dello Stato islamico in Iraq.

Il caso di Yannick non è isolato.
Seguito dai servizi sociali, in meno di un anno il ragazzo ha diradato gli incontri con gli assistenti e dalla cerchia di amici.
Una radicalizzazione, a detta degli addetti ai lavori, molto più veloce dei precedenti avuti in passato.
Dalla metà del 2014 il convertito, prima estraneo alla religione, si sarebbe fatto crescere la barba per andare a combattere nell'Isis a fine estate, su un volo regolare con le sue vere generalità diretto in Turchia.
VOLO VERSO LA TURCHIA. Yannick non era attivo su Facebook, né su altri sociali media e secondo i conoscenti sarebbe stato adescato per strada dagli islamici radicali salafiti, che in Germania, dal 2011, sarebbero quasi raddoppiati dai 3.800 ai 7 mila odierni.
Dalla Gran Bretagna balzata più volte alle cronache per ospitare imam qaedisti, ad aprile anche Talha ha preso un volo di non ritorno per la Turchia, con l'amico e coetaneo Hassan Munshi.
Poco più di un mese dopo l'adolescente si è fatto esplodere nella stessa cittadina irachena, Baiji. Forse addirittura nello stesso attentato. Gli altri kamikaze, ha confermato l'Isis, erano «un tedesco, un kuwaitiano e un palestinese».
GIOVANI DISAGIATI MANIPOLATI. La famiglia di Tahla, musulmani britannici, è «devastata per la tragedia indicibile».
Prima, almeno in Europa, la manovalanza dell'Isis e di altre reti terroristiche non veniva reclutata così rapidamente, i genitori qualcosa sapevano.
I jihadisti di ritorno raccontavano di essersi convertiti anni prima, frequentando poi con assiduità gli ambienti islamici radicali dei salafiti e infine, molto spesso, conoscendo simpatizzanti dell'Isis e di al Qaeda su internet.
Ma dopo i molti morti in battaglia in Siria e in Iraq, i jihadisti starebbero assoldando sempre più emarginati e soggetti deboli, inclusi disabili fisici e mentali facilmente manipolabili.
PARALIZZATI KAMIKAZE. Già nel 2013 Hamza, uno studente tunisino paralizzato dalla vita in giù, fu «portato per 10 giorni in Siria dai fondamentalisti di Ansar al Sharia. Gli dicevano che era un genio», ha denunciato il fratello Ben.
E in Marocco «ragazzini con meno di 15 anni vengono irretiti tra i disperati come schiavi dell'Isis e usati come carne da macello», hanno riportato alcune inchieste dei media.
Tunisia e Marocco sono i due Paesi Nord-africani con il flusso più alto di combattenti. Oltre 4.500 secondo le stime ufficiali, ma i numeri veri - in crescita impressionante anche in Europa - potrebbero essere molto più alti.

I disadattati carne da macello per l'Isis

Due bambini soldato dell'Isis che sarebbero stati catturati da Al-Qaeda.

Nei Paesi poveri i salafiti attingono dai contesti più degradati come i campi profughi e i territori devastati dalle guerre in Iraq, Siria, Yemen, Somalia, Libia e anche buona parte dell'Africa subsahariana.
Ma con la disoccupazione e problemi sociali in aumento, il bacino di disperati si è allargato anche nel Vecchio continente.
«Assistiamo a un nuovo movimento giovanile che purtroppo fa rapidamente presa, anche grazie all'attrattiva dei messaggi provocatori. Sempre più ragazzini in affidamento, senzatetto e minori non accompagnati vengono fermati in strada dai reclutatori», hanno raccontato i consulenti tedeschi del centro d'ascolto Kitab (in arabo, libro) di Brema, che monitora i soggetti che si avvicinano all'estremismo islamico.
ANCHE BIMBI DI 6 ANNI. Se prima il target era tra i «16 e i 20 anni, ora ci sono bambini di sei, otto anni».
Barboni, stranieri irregolari in attesa di foglio d'asilo o del permesso di soggiorno, ragazzi cresciuti tra orfanotrofi e case famiglia, e minorati fisici e mentali plagiabili.
Anche i fratelli Said e Cherif Kouachi, autori della strage di Charlie Hebdo, venivano da un'adolscenza passata tra genitori in affido e istituti, come Hayat Boumeddiene, la compagna del terzo terrorista Amedy Coulibaly.
MASCHERATI DA ISIS. La preoccupazione è anche per i bambini delle coppie deviate di seconda o di terza generazione.
All'ultimo carnevale di Brema sono stati visti bambini vestiti di nero e con in mano pupazzi arancioni che da grandi dicevano di voler «fare la jihad».
DALLA FRANCIA IN 1.400. In Germania i foreign fighter sono ufficialmente tra i 500 e i 600, come in Gran Bretagna.
Ma per le stesse autorità, i «numeri in nero potrebbero essere enormi».
A Berlino gli operatori di Hayat (vita, in arabo) ricevono fino a sette segnalazioni al mese di nuovi casi di radicalizzazione.
Nella Francia delle banlieue con il picco di combattenti europei nell'Isis e al Qaeda (oltre 1.400) non dovrebbe andare molto diversamente.

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