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EDITORIA 29 Giugno Giu 2015 1642 29 giugno 2015

L'Unità torna in edicola dopo un anno di silenzio

Il quotidiano in edicola dal 30 giugno. Renzi: «Che racconti l'Italia bella».

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Il 30 giugno L'Unità torna in edicola dopo un anno di silenzio. C'è attesa e curiosità per il primo numero del quotidiano fondato da Antonio Gramsci, che ha sospeso le pubblicazioni nell'agosto 2014 a causa del fallimento della precedente società, e che ora dopo il passo indietro di Guido Veneziani (alle prese con un'indagine per bancarotta fraudolenta legata alla stamperia di Roto Alba), rinasce sotto il controllo della nuova società che fa capo alla Piesse di Massimo Pessina e Guido Stefanelli (detengono l'80%). La Fondazione Eyu del Pd (Europa YouDem-Unità) ha il 19,65%, mentre Veneziani è sceso sotto l'1% ed è uscito dal consiglio di amministrazione.
Il quotidiano avrà 24 pagine, costerà 1,40 euro uscirà in 250 mila copie in una veste grafica che privilegerà le immagini e un approccio editoriale che punterà sui grandi racconti del mondo e l'analisi. Una piattaforma tv prenderà il posto di YouDem.

La richiesta di Renzi: «Ci aiuti a raccontare l'Italia bella»

Matteo Renzi.

La crisi del quotidiano aveva iniziato a farsi sentire sin dal maggio 2009, da allora il comitato di redazione ha più volte denunciato i problemi legati alla gestione del giornale e alla mancanza di fondi. Il 7 luglio 2011 Concita De Gregorio si dimise dalla carica di direttore, al suo posto arrivò Claudio Sardo, che stette in carica sino al 17 ottobre 2013, quando cedette il timone a Luca Landò.
Ma ormai per L'Unità c'era poco da fare. Un anno dopo, l’11 giugno 2014 la proprietà annunciò la decisione di aver messo in liquidazione la casa editrice del quotidiano, a rischio fallimento per fine luglio. Le pubblicazioni cessarono il 31 luglio.
Ora, dopo mesi di contrattazioni, e annunci di rinascita, la nuova società è riuscita a trovare un accordo per avere una redazione con 29 giornalisti e 4 poligrafici «ai quali già da domani si aggiungeranno altri 2 poligrafici e altri 2 verranno assunti nell'arco dei prossimi sei mesi», ha spiegato l'amministratore delegato de L'Unità Srl, Guido Stefanelli. Inoltre nei prossimi 18 mesi a seconda dei risultati del quotidiano in edicola è prevista anche un'espansione del numero dei giornalisti sempre attingendo tra i redattori de L'Unità ancora non reintegrati. Il vecchio organico era di 60 persone.
Ma quale sarà l'anima del giornale? «È un giornale che parte con grandi orizzonti e progetti. Domani ad esempio diamo il via a una grande campagna su Roma che finora è stata raccontata anche all'estero come Mafia Capitale», ha spiegato il nuovo direttore de L'Unità, Erasmo D'Angelis, «noi invece ribaltiamo il concetto con 'Roma Antimafia Capitale', raccontando la Roma del volontariato, la Roma perbene che vuole fare pulizia. Lo farà uno scrittore che sta pagando di persona la lotta alle mafie, Danilo Chirico».
IL GIORNALE DELLA BELLA ITALIA. Un tentativo di raccontare quindi le belle notizie, non solo le cattive, che piace molto al presidente del Consiglio e segretario del Partito democratico, Matteo Renzi: «Ho chiesto che l'Unità sia uno spazio di libertà, di confronto, di discussione. Che ci aiuti a raccontare l'Italia bella, quella che non si arrende, quella dei tantissimi circoli che fanno iniziative di livello, quella del volontariato e dell'associazionismo. L'Unità che vuol bene all'Italia», ha scritto Renzi nella lettera inviata agli iscritti del Pd nella quale annuncia il ritorno in edicola del quotidiano.
IL PD CI METTE LA FACCIA E IL 20%. Un annuncio davanti al quale molti si chiedono che ruolo giocherà il Pd all'interno del giornale. «Oggi per noi è un giorno veramente di festa. Il Partito democratico ha deciso veramente di metterci la faccia», ha detto Francesco Bonifazi, tesoriere del Pd, «prima il nostro impegno societario era minimo, dello 0,069% ora invece è di circa il 20%. La situazione era molto difficile, c'erano 34 milioni di debiti e una perdita consolidata di 800 mila euro al mese. Ma siamo riusciti a mantenere l'impegno preso di riaprire L'Unità e Piesse è stata una compagna preziosa e paziente in questo viaggio».
Alcuni elementi di cambiamento si vedranno da subito «in linea con il segnale che abbiamo dato sul finanziamento pubblico dei partiti, si rinuncerà al finanziamento pubblico ai giornali e all'editoria - ha aggiunto Bonifazi -. Destineremo quelle risorse a un fondo per una tutela al diritto all'informazione».

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