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DIRITTI 29 Giugno Giu 2015 1928 29 giugno 2015

Nozze gay, il Texas non ci sta: «Si possono negare»

«Fuorilegge» il verdetto della Corte Suprema: c'è l'obiezione di coscienza.

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La Corte Suprema, il 26 giugno 2015, ha approvato i matrimoni gay.

Ci pensa il Texas a rovinare la festa della nozze gay: mentre da San Francisco a New York le parate del Gay Pride hanno acquistato il sapore della vittoria, il superconservatore Stato della stella solitaria ha sparato una cannonata sulla sentenza della Corte Suprema americana, che lo scorso 26 giugno ha fatto la storia legalizzando i matrimoni omosessuali su tutto il territorio nazionale.
«VERDETTO FUORILEGGE». L'Attorney general repubblicano Ken Paxton ha definito «fuorilegge» il verdetto della Corte, proclamando che i funzionari statali potranno rifiutare le licenze nuziali, invocando «l'obiezione di coscienza per motivi religiosi». Paxton ha poi chiarito che chi intenderà scegliere questa via rischia una multa o di essere portato in tribunale. Il procuratore ha però assicurato che «molti avvocati» sono disposti a difendere gratis i funzionari che obietteranno in virtù della propria fede.
NY IN STRADA A FARE FESTA. A fronte dell'ostracismo del Texas, dove a fare da apripista del nuovo corso è stata una coppia di gay 80enni, c'è un'America che è scesa in strada a far festa. A New York, dove gli attori britannici Ian McKellen e Derek Jacobi hanno fatto da Gran marescialli alla parata del Gay Pride, il governatore Andrew Cuomo ha unito in matrimonio David Contreras Turley e Peter Thiede davanti allo Stonewall Inn, il bar dove nel 1969 i gay si ribellarono a un raid della polizia: proprio la scorsa settimana il locale è stato nominato monumento cittadino. Era la prima volta che Cuomo celebrava un matrimonio: il governatore, che nel 2011 ha firmato la legge di New York sui matrimoni gay, ha poi marciato nella parata sotto uno striscione su cui era scritto che «la Grande Mela ha aperto la strada».
IN CERCA DI NUOVE TUTELE LEGALI. Una strada, tuttavia, lungo la quale ancora resta molto da fare nonostante le parole del giudice Anthony Kennedy (l'ago della bilancia che ha guidato la maggioranza della Corte): «Nessuna unione è più profonda del matrimonio, per incarnare gli alti ideali di amore, fedeltà, devozione, sacrificio e famiglia. I gay chiedono uguale dignità agli occhi della legge. E la costituzione garantisce loro questo diritto». La prossima battaglia è quella per ottenere tutele legali sul fronte dell'impiego, del diritto all'abitazione, del commercio. Questo perché, come dimostra il Texas, l'opposizione alle nozze omosessuali passa attraverso le leggi sulla libertà religiosa, invocate da molti Stati nella «cintura della Bibbia» per permettere a datori di lavoro, padroni di casa, ristoranti e alberghi di rifiutare servizi a coppie dello stesso sesso.

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