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PROPOSTA 29 Giugno Giu 2015 2018 29 giugno 2015

Turchia, ipotesi muro al confine con la Siria

Erdogan studia una barriera sul modello Usa-Messico. Per fermare rifugiati e terroristi.

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Recep Tayyip Erdogan.

Un muro 'anti-terroristi' al confine tra Turchia e Siria. Divise tra i successi militari dei curdi e la presenza dell'Isis, le preoccupazioni di Ankara potrebbero trovare presto una soluzione. A svelarla è un'inchiesta del quotidiano Milliyet, secondo cui è già pronto un progetto di costruzione di un muro di cemento alto tre metri e mezzo e lungo i 911 km che separano i territori turco e siriano. Dietro, a rafforzarlo, una recinzione di filo spinato accompagnata da telecamere di controllo e luci di sicurezza in grado di illuminarlo anche di notte.
BLOCCARE GLI ATTRAVERSAMENTI. L'obiettivo è quello di evitare i continui attraversamenti di rifugiati - che in Turchia sono 1,8 milioni - ma soprattutto di combattenti armati. Una misura di sicurezza rivolta contro i «gruppi terroristici», compresi i jihadisti per cui spesso le frontiere turche hanno rappresentato un passaggio facile, attirando su Ankara le critiche di chi la accusa di sostenere l'Isis.
PRONTO UN ULTERIORE STANZIAMENTO. Per correre ai ripari il ministero dell'Interno di Ankara avrebbe già destinato ai governatori delle province sudorientali di Gaziantep, Kilis, Sanliurfa e Hatay un budget di 20 milioni di lire turche (quasi 7 milioni di euro). Ma pare che i costi stimati di costruzione siano già schizzati oltre le previsioni iniziali. Per questo il ministro delle Finanze uscente, Mehmet Simsek, deputato proprio della provincia di Gaziantep, avrebbe autorizzato un ulteriore stanziamento di 10 milioni di lire turche. Una sperimentazione la Turchia l'aveva già fatta con una barriera di una decina di km controllata con telecamere termiche, che permettono la visione notturna.
MODELLO STATUNITENSE. Il modello è il muro costruito dagli Stati Uniti al confine con il Messico, lungo oltre mille km. Non è chiaro, però, se la decisione sia revocabile. Mentre ad Ankara sono in pieno svolgimento le trattative per formare una coalizione di governo, appena insediato il nuovo esecutivo potrebbe trovarsi già con le mani legate, mentre si rincorrono le voci su un possibile intervento militare in Siria. Il premier dimissionario Ahmet Davutoglu ha spiegato che la Turchia è pronta a «ogni eventualità», ma nel Consiglio nazionale di sicurezza presieduto dal presidente Recep Tayyip Erdogan lo Stato maggiore ha chiesto certezze che l'attuale situazione politica non può dargli. Dei quattro partiti in parlamento, i socialdemocratici del Chp e i filo-curdi dell'Hdp sono contrari a un intervento, mentre i nazionalisti del Mhp vorrebbero regole d'ingaggio più flessibili. Così, per la Turchia la guerra potrebbe restare oltre il muro.

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