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INIZIATIVA 1 Luglio Lug 2015 1052 01 luglio 2015

India, la campagna dei padri contro l'aborto selettivo

Negli ultimi 30 anni è stato praticato 12 milioni di volte. #Selfiewithdaughter è stata lanciata dal primo ministro per lottare contro la  discriminazione femminile.

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La nascita di una bambina, in India, è ancora un pericolo. Quella di un maschio, al contrario, un investimento.
«Fatti un selfie con tua figlia» è il nome della campagna di sensibilizzazione di genere promossa su Twitter con l'hashtag #selfiewithdaughter: protagonisti sono centinaia di padri di bimbe indiane che hanno lanciato un messaggio forte ed emozionante all'insegna della lotta contro l'aborto selettivo, tragicamente frequente nei paesi del sud est asiatico. Negli ultimi trent'anni è stato praticato 12 milioni di volte.
La campagna (Beti Bachao, Beti Padhao - Salva tua figlia, istruisci tua figlia) è stata lanciata il 28 giugno dal primo ministro indiano Narendra Modi nel corso di una trasmissione radiofonica. Così, tanti papà indiani hanno preso in mano il loro smartphone e si sono scattati una foto con la propria figlia femmina per dire no alla piaga dell'aborto selettivo.
LA CAMPAGNA LANCIATA DAL PRIMO MINISTRO. La campagna lanciata dal primo ministro Modi ha ricevuto un'ondata di consensi, ma anche alcune critiche. L’attivista comunista Kavita Krishnan, che fa parte di un’associazione contro gli stupri, ha accusato il premier di «avere un passato di molestatore di ragazze» e ha invitato a non condividere con lui le foto delle proprie figlie. Un’attrice televisiva, Shruti Seth, ha invece bollato l’iniziativa come parte dell’«ossessione» di Modi per i selfie e ha sollecitato invece delle riforme a favore dell’emancipazione femminile. Nonostante queste voci discordanti, la campagna ha ricevuto una marea di adesioni, sia in India che in altri Paesi.

Il primo ministro indiano Narendra Modi.


LE FAMIGLIE DELLE SPOSE DEVONO PAGARE UNA DOTE. Ancora oggi in molti Paesi come l'India avere una figlia femmina viene vissuto come una grave penalizzazione per la famiglia della bimba, perché la obbliga a prevedere una cospicua dote da dare al futuro marito al momento delle nozze andando ad impoverire notevolmente i beni di famiglia. Al contrario, partorire un figlio maschio è un vantaggio, addirittura un investimento, perchè garantisce forza lavoro e supporto durante la vecchiaia. Solo in Cina e in India, Paesi maggiormente colpiti da questa piaga, mancano all’appello più di 100 milioni di bambine vittime di aborti selettivi, di infanticidi o di scandalose compravendite. Questa mentalità che privilegia prepotentemente la prole maschile è così profondamente radicata nella cultura di diverse parti del mondo che, nonostante si conosca la gravità e la portata che questo fenomeno ha ancora oggi, risulta particolarmente difficile da combattere e i numeri relativi alla quantità di bambine scomparse in diverse parti del mondo dicono chiaramente che c’è ancora molta strada da fare.
I NUMERI DELLA PIAGA. Ad aiutarci a capire con i numeri l'entità della piaga dell'aborto selettivo in India è un rapporto dell'Onu, Sex Ratios and Gender Biased Sex Selection, che riporta i dati forniti dall'ultimo censimento generale del 2011 mettendo in evidenza il forte squilibrio tra la popolazione di maschi e femmine nel Paese. Si stima che ogni 1.000 maschi, nel 1961 si contavano 941 femmine, mentre nel 2011 solo 933. Tra gli 0 e i 6 anni invece, nel 1961 c’erano 976 bambine ogni 1.000 maschi. Nel 2011 solo 927.
Uno studio effettuato nel maggio 2011 dalla rivista medica britannica Lancet ha inoltre rilevato che sono avvenuti fino a 12 milioni di aborti di sesso femminile negli ultimi trent'anni in India, di cui la metà solo nell'ultimo decennio.

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