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MINACCIA 1 Luglio Lug 2015 0835 01 luglio 2015

Terrorismo, 10 arresti in Italia: «Pronti ad andare in Siria»

Maxi operazione della polizia in tre province: quattro dei fermati sono italiani convertiti all'Islam.

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Un'auto della polizia.

L'ombra lunga del terrorismo jihadista si allunga anche sull'Italia.
Alle prime luci dell'alba del primo luglio una vasta operazione della polizia ha portato all'arresto di 10 persone appartenenti a due gruppi famigliari e ritenute pronte a partire per combattere in Siria. Perquisizioni sono state svolte nelle province di Milano, Bergamo, Grosseto e in una cittadina dell' Albania.
CONVERTITI ALL'ISLAM. Due i nuclei famigliari interessati dagli arresti, uno formato da cittadini italiani convertiti da qualche anno all' Islam e determinati secondo le indagini a partire per la Siria, l' altro composto da cittadini di nazionalità albanese residenti nella provincia grossetana.
IN SIRIA PER COMBATTERE. Il legame tra le due famiglie è rappresentato dal matrimonio tra una ragazza italiana e un albanese, che dopo le nozze del settembre scorso hanno deciso di partire assieme per combattere in Siria. Nel dettaglio, gli arrestati sono quattro italiani, un canadese e cinque albanesi, accusati a vario titolo di associazione con finalità di terrorismo e di organizzazione del viaggio per finalità di terrorismo.
ARRESTATI I FAMILIARI DELLA JIHADISTA ITALIANA. Nel blitz sono finiti in manette, tra gli altri, il padre, la madre e la sorella di Maria Giulia Sergio, la giovane italiana partita tempo fa per andare a combattere in Siria e di cui si era già parlato nei mesi scorsi. La famiglia della ragazza vive a Inzago, nel Milanese. Tra gli arrestati anche lo zio del marito albanese della giovane. La donna, il marito e la madre di quest'ultimo sono tutti e tre in Siria a combattere per la jihad.
DUE MAGHREBINI FERMATI A ROMA. Nelle stesse ore, a Roma due cittadini maghrebini sono stati arrestati dai carabinieri del Ros con l'accusa di terrorismo internazionale. Un terzo indagato è già in carcere in Marocco per reati di terrorismo. Al centro delle indagini della procura capitolina una cellula di matrice qaedista. La cellula «si proponeva anche» - hanno spiegato gli investigatori - «la pianificazione ed esecuzione di atti terroristici in Italia e in Nord Africa».

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