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GUERRA SANTA 2 Luglio Lug 2015 1948 02 luglio 2015

Isis, il manuale del reclutamento ispirato ad al Qaeda

Giovani, istruiti e isolati: le prede preferite del Califfato. In un testo l'arte dell'indottrinamento.

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Un gruppo di miliziani dell'Isis.

Reclutamento, anche in Italia.
Sono 10 le persone arrestate nell'ambito della prima operazione nazionale contro il terrorismo internazionale: quattro italiani, cinque albanesi e un canadese.
A tentare di convicere la sua famiglia a prendere parte alla jihad, ci sarebbe Maria Giulia Sergio - o Fatima, il nome da convertita - una 27enne originaria di Torre del Greco ma residente a Scansano, nel Grossetano.
Ora si troverebbe in Siria con il marito albanese Aldo Kombuzi e avrebbe cercato di organizzare il trasferimento nel Califfato della sorella e dei genitori che abitano nel Milanese.
OLTRE 15 MILA FOREIGN FIGHTER. Solo in Europa, secondo uno studio della Financial action task force sul riciclaggio di denaro, l'Isis dispone di circa 15.500 foreign fighter (di cui una cinquantina italiani) che danno supporto «fisico e monetario» all'organizzazione sia raccogliendo direttamente denaro nei Paesi d'origine prima di partire, sia beneficiando di finanziamenti delle diaspore.
MANUALE DI RECLUTAMENTO. Ma come avviene il reclutamento soprattutto di giovani e adolescenti da parte dell'Isis?
Il New York Times ha evidenziato come i meccanismi di base siano molto simili a quelli utilizzati da al Qaeda e sintetizzati nel manuale L'arte del reclutamento.
La differenza, che rende l'Isis molto più pericoloso, è l'uso dei social che permette una diffusione enorme - anche se meno controllata - del messaggio jihadista.
Ecco le linee guida del manuale riprese da Business Insider.

1. Sono preferibili i giovani non religiosi

Manipolare chi è vulnerabile o cerca di dare un senso alla propria esistenza è molto più semplice e proficuo.
«Coloro che non sanno molto di Islam», recita il testo, «sono più facili da indottrinare. Così si riduce la possibilità che respingano la chiamata».
Per questo i destinatari preferiti sono i giovani non religiosi.

2. Meglio chi vive in zone isolate

Chi vive in zone isolate e in piccoli centri ha una «disposizione naturale per la religione» e quindi è più facile da «modellare» e convertire.
Meglio poi rivolgersi a studenti universitari o con un'alta preparazione scolastica.
Questo perché gli atenei sono «un luogo di isolamento per un periodo di quattro, cinque, o sei anni e i ragazzi sono solitamente animati da sentimenti anti-governativi».

3. Procedere per gradi per non spaventare l'interlocutore

Secondo il manuale qaedista è necessario avvicinare per gradi l'interlocutore per non spaventarlo.
Il rapporto che si instaura, insomma, non deve sembrare un reclutamento.
«Stai attento», sono le indicazioni, «a non parlare di al Qaeda, di jihadisti salafiti, o qualsiasi gruppo jihadista perché è possibile che il soggetto abbia ricevuto informazioni distorte dai media».
Meglio allora cominciare spiegando la resistenza islamica in generale, a partire dalla questione palestinese.

4. L'importanza della quotidianità

Il reclutatore dovrebbe avere contatti quotidiani con la potenziale recluta. «Lezioni, cd, libri e opuscoli», è scritto, «devono diventare i suoi migliori amici».
Nel manuale è contenuta anche una lista di letture consigliate. Insieme con la raccomandazione di non mostrare video con messaggi di jihadisti o kamikaze, almeno in un primo momento. Questo dovrà avvenire solo «quando la sua fede sarà solida e il suo livello di fiducia alto, in modo da avere l'effetto migliore su di lui e sul suo cuore».

5. Cavalcare l'attualità o le violenze subite

Il manuale invita i reclutatori a «utilizzare eventi attuali o violenze come l'assedio di Gaza per commentare e spiegare la situazione dei musulmani secondo una prospettiva islamica. Per questo si consiglia di insistere sulla questione palestinese perché «le posizioni di studiosi e opinione pubblica a riguardo sono pressocché unanimi ed è un tema caro al mondo musulmano».
Le altre 'arene' della jihad sono state distorte, sempre secondo il manuale, dai media. A partire dalla Cecenia e dal Maghreb.

6. Bisogna dimostrarsi pazienti e gentili

Sapere ascoltare, essere disponibili e dimostrarsi gentili è un altro punto fondamentale dell'indottrinamento, anche se la recluta offende l'interlocutore. «A tutti piacciono le persone che fanno del bene e che si interessano degli altri, partecipando alle gioie e ai dolori altrui».
Non a caso, i reclutatori «garantivano un welfare con cure sanitarie, distribuzione di armi, la possibilità di acquistare auto a prezzi scontati in quanto bottino di guerra», ha spiegato Lamberto Giannini, direttore del Servizio Centrale Antiterrorismo della Polizia durante la conferenza stampa sull'operazione Martone.

7. Ricordare le gioie del paradiso e mostrare la via per conquistarlo

Il testo consiglia di esaltare le buone maniere dell'interlocutore e collegarle all'islam. «Il candidato deve capire che quelli che considera buoni costumi sono promossi dalla religione islamica».
Bisogna poi concentrarsi sul racconto delle beatitudini del paradiso, lasciando meno spazio a quello delle sofferenze infernali.
Piano piano, temendo le punizioni dell'aldilà, il soggetto sposerà l'idea di martirio fino a desiderarlo.
«Quando sarà chiaro che la jihad lo libererà dall'orrore del Giorno del giudizio allora sarà pronto alla guerra santa».

8. Conoscere la vita dei mujahiddin attraverso documentari tivù

Il candidato a questo punto è pronto per conoscere nel dettaglio la vita e i sogni dei mujahiddin, attraverso la visione di documentari trasmessi da reti come Al-Jazeera.

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