SOPRUSI 2 Luglio Lug 2015 1029 02 luglio 2015

Mutilazioni genitali femminili, in Kenya la brutalità è senza fine

La storia di Nedge, una donna di 86 anni che sottopone le ragazzine alla terribile pratica con l'uso di una lametta. I numeri della piaga in Italia e nel mondo. Foto. 

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A piedi nudi, con una lama brutalmente affilata in mano.
Si chiama Anna - Moora Ndege, è una donna di 86 anni, mezza cieca, con solo un paio di denti in bocca, che in Kenya pratica sulle ragazze la mutilazione genitale femminile. Un modo per impedire la promiscuità.
DA UN CHIODO A UN RASOIO. Ndege ha iniziato a tagliare organi sessuali oltre 70 anni fa, quando era adolescente.
All'inizio usava un chiodo da sei pollici, affilato sulla pietra per creare una lama piatta. Ora, invece, utilizza la lama di un rasoio, comprata al piccolo negozio alla fine della strada sterrata vicina alla sua capanna. Le vacanze scolastiche estive sono il momento di punta in cui le famiglie mandano le loro figlie in Africa dall'Occidente a subire questo tipo di mutilazioni.
«SE SEI TAGLIATA NON SEI UNA SGUALDRINA». Nedge e Agnes Kerubo sono due delle 'tagliatrici' che si possono trovare in villaggi, paesi e città del Kenya, in tutta l'Africa e in parti del Medio Oriente, dove le comunità continuano ad applicare a questa tradizione barbara. Le due donne hanno detto al Mail Online: «Le ragazze sono tagliate per assicurare che restino fedeli. Se sei tagliata non puoi essere una sgualdrina».
NEL MONDO 125 MILIONI DI VITTIME. Le vittime nel mondo sono ben 125 milioni. Delle 700 mila che si contano in Europa, 140 mila sono del Regno Unito e 100 mila in Francia. Solo negli Usa, 500 mila donne hanno subito la pratica o rischiano di essere costrette a farlo.
Anche se fuori legge in tutto il mondo sviluppato, in molte parti dell'Africa la pratica continua tra decine di migliaia di famiglie che temono di essere emarginate se non prestano le loro figlie a questa umiliazione.
SOLO IN ITALIA 39 MILA CASI. Ma quello delle MGF (mutilazioni genitali femminili) purtroppo è un problema anche italiano. L'infibulazione nel nostro Paese è fuori legge dal 2006, ma le statistiche più recenti raccontano di ben 39 mila donne sottoposte a forme di mutilazione nei loro luoghi d'origine. Spesso durante il periodo estivo, in cui le bambine sono a casa da scuola, capita che vengano portate in vacanza dalla madre nel proprio Paese d'origine e tornino infiubulate, a insaputa dell'altro coniuge.
LE MISURE DEL PARLAMENTO EUROPEO. L'Unione Europea ha sollevato per la prima volta l'urgenza di affrontare la questione delle MGF nel 2006 all'interno di una risoluzione del parlamento europeo sulla lotta alla violenza sulle donne cui è seguita, nel 2009, una risoluzione espressamente dedicata alla lotta alle MGF nell'Ue. Il 14 giugno 2012 il parlamento europeo ha approvato una Risoluzione congiunta con cui chiede agli Stati membri di rispettare gli obblighi internazionali per porre fine alle MGF attraverso misure di prevenzione, di protezione e di natura legislativa.
UN NUMERO VERDE PER L'ASSISTENZA. In Italia, c'è un numero verde gratuito, 800 300 558, attivo contro le mutilazioni genitali femminili.

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