OLTRAGGIO 3 Luglio Lug 2015 1200 03 luglio 2015

Strage di Brindisi, un sito hard sfrutta le foto di Melissa Bassi

Melissa, 16 anni, morì nell'attentato del 2012 alla scuola Morvillo-Falcone. Il suo viso ora spunta su un portale hot. I genitori: rimuovetelo. Caccia ai responsabili.

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Melissa Bassi, 16 anni, morta nell'esplosione davanti alla scuola di Brindisi.

Uccisa due volte.
Non c’è pace per i genitori di Melissa Bassi, la ragazzina di 16 anni morta nell’attentato alla scuola Morvillo-Falcone di Brindisi il 19 maggio del 2012 (foto).
Una strage pianificata e messa in atto dall’imprenditore salentino Giovanni Vantaggiato, condannato all’ergastolo in via definitiva.
Oltre al dolore per la perdita della loro unica figlia, la mamma e il papà della studentessa devono fare i conti con quello dell’oltraggio alla sua memoria.
MACCHIA PORNOGRAFICA. La sua immagine, infatti, è stata utilizzata dal sito pornografico devids.net, con sede ufficiale a Roosendaal, in Olanda.
Accanto a parole chiave come “hard”, “lavoro”, “spogliate” compare proprio la foto dell’unica vittima di quel tragico giorno.
SCREENSHOT DA GOOGLE. Ad accorgersene è stato un utente di Facebook, che lo ha segnalato ad alcuni conoscenti, riprendendo lo screenshot del motore di ricerca Google.
La morte di Melissa Bassi non è stata solo una tragedia brindisina, ma è stata vissuta con angoscia in tutta Italia, anche perché nelle prime ore dopo l’esplosione si pensava a un attentato di matrice mafiosa.
Oggi si sa che dietro quel vile gesto c’era la mano di un solo uomo, ma il viso di quella ragazzina è rimasto nella mente di molti.
QUELLA FOTO 'FAMOSA'. Ora, a tre anni di distanza, ecco lo choc per qualcosa che nessuno avrebbe mai potuto immaginare.
Tra le immagini di ragazze nude sul sito pornografico compare quella di Melissa Bassi con il suo maglione verde in un prato, la stessa che per settimane dopo l’attentato è stata pubblicata su quotidiani, siti web e ripresa dalle televisioni.
«ORRORE SENZA FINE». Non solo. Cliccando sull’immagine si arriva al sito, dove sono visibili l’annuncio e il link condiviso dall’utente sulla pagina del suo profilo.
Secco il commento del ragazzo: «Orrore senza fine: l’immagine di Melissa Bassi che rimanda a un sito porno». Facile intuire che l’immagine sia stata presa dalla Rete attraverso alcune parole chiave e che sia stata pubblicata senza neppure il minimo controllo.

Melissa era anche minorenne

Brindisi: la 16enne Melissa Bassi.

In passato era già accaduto che le fotografie di alcune ragazze fossero utilizzate senza il loro consenso, ma il caso di Melissa Bassi supera ogni limite di buon gusto e di etica.
Oltre a essere vittima di un attentato, infatti, Melissa era anche minorenne.
Dunque il sito ha utilizzato l’immagine di una 16enne per reclamizzare contenuti vietati ai minori.
E quella non è l’unica foto che riguarda Melissa.
FOTO CON MAMMA E PAPÀ. Ce n’è un’altra in cui la ragazza indossa un giubbotto di pelle e una terza in cui ci sono addirittura i genitori della studentessa nel corso di una delle tante manifestazioni organizzate in sua memoria davanti ai cancelli della scuola.
Prova questa, qualora ce ne fosse bisogno, che da parte degli ideatori e dei gestori del sito non c’è stato neppure il minimo controllo, ma ci si è affidati esclusivamente a un sistema automatico basato sulla ricerca di parole chiave.
Saranno gli inquirenti, ora, ad accertarlo.
INTERVENUTO IL LEGALE. Una volta venuto a conoscenza dell’accaduto, è stato Fernando Orsini, legale e amico della famiglia, nonché ex presidente del Consiglio comunale di Mesagne, a riferirlo ai genitori di Melissa, Massimo Bassi e Rita Muri.
I tre si sono così recati al commissariato di Mesagne per denunciare tutto e, assieme al dirigente Rosalba Cotardo, si sono rivolti alla polizia postale di Brindisi, che ha avviato un’indagine.
DIDASCALIE OSCENE. Lo scopo è accertare come sia potuta accadere una cosa simile, individuare i responsabili e intervenire immediatamente sul sito, affinché vengano rimosse le immagini che ritraggono Melissa, accompagnate tra l’altro da didascalie oscene che offendono la memoria della ragazza e il sentimento di dolore della sua famiglia.

Il sito ha sede ufficiale in Olanda

Giovanni Vantaggiato, autore dell'attentato davanti alla scuola Morvillo-Falcone.

La polizia postale ha già avviato una serie di verifiche e ha sentito anche alcuni utenti della Rete che avevano segnalato la presenza delle foto sul sito.
È molto probabile che chi ha inserito l’immagine della 16enne nel database del server del sito pornografico non sapesse di avere a che fare con una ragazza vittima di un attentato, ma questo non giustifica l’accaduto.
UNA FACCIA PULITA. Tanto più perché la foto, come spesso accade, sarebbe stata scelta proprio per “offrire” l’immagine di una ragazza semplice, molto giovane e dal viso pulito con la quale l’utente in teoria avrebbe potuto iniziare una relazione virtuale.
Ovviamente una truffa: spesso e volentieri dietro il computer non c’è la bella ragazza mostrata in vetrina, ma tutt’altro.
CACCIA AI RESPONSABILI. Ricostruire l’accaduto non sarà facile. Le indagini si preannunciano complesse, dato che i responsabili del sito, che ha sede ufficiale in Olanda, in realtà potrebbero trovarsi in qualsiasi parte del mondo e serve la collaborazione delle autorità locali.
GENITORI SEMPRE DISCRETI. Qualcosa di inaccettabile per i genitori di Melissa Bassi, che negli ultimi tre anni hanno sempre cercato di ricordare la figlia, dimostrando un grande senso di dignità e mantenendo un profilo discreto.
Basta pensare che non hanno mai preteso per loro un risarcimento, dichiarando che ciò che avrebbero ricevuto sarebbe andato in beneficenza.
Ogni abbraccio perso di Melissa non ha prezzo. La sua dignità e la sua memoria neppure.

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