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GUERRA SANTA 4 Luglio Lug 2015 1318 04 luglio 2015

Attivista italiano filo curdo ferito al confine tra Siria e Iraq

Dopo la storia di Maria Giulia Sergio, convertita al'Isis, quella opposta di Alessandro De Ponti, partito in aprile per il Medio Oriente.

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Una foto di Alessandro De Ponti tratta dal suo profilo Facebook.

Non ci sono solo foreign fighter, cittadini con passaporti europei che si arruolano e vanno a combattere al fianco dell'Isis in Medio Oriente.
Esistono anche attivisti filo curdi pronti a ingrossare le fila della resistenza contro l'avanzata dello Stato islamico.
Come il giovane italiano Alessandro De Ponti (foto), partito da Treviglio nell'aprile del 2015.
La sua spedizione però è stata sfortunata: il ragazzo è stato ferito al confine tra Siria ed Kurdistan iracheno.
FARNESINA ATTIVA. La Farnesina attraverso l'ambasciata e il consolato in Iraq si è subito attivata ed è in contatto con la famiglia e le autorità locali per verificare i contorni della vicenda e le condizioni di Alessandro.
La sua storia si può contrapporre con quella di Maria Giulia Sergio, l'italiana che ha aderito al Califfato - ultima tappa del processo di conversione all'Islam - e che al telefono con i familiari urlava: «Noi dobbiamo odiare i miscredenti, a questa gente deve essere tagliata la testa».
PARTITO PER LA TUNISIA. De Ponti, 23 anni, bergamasco, fa invece parte di un collettivo locale chiamato 'Tanaliberatutti': era partito alla volta della Tunisia, ma neppure la famiglia ha saputo spiegare se il giovane fosse solo, oppure se si trovasse con altri ragazzi, o se avesse viaggiato con qualche Organizzazione non governativa.
De Ponti abita a Treviglio in via Bramante con la madre, Cristiana Rivoltella, che di professione è coordinatrice infermieristica del reparto di Gastroenterologia e Pneumologia all'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, dove coordina l'attività degli infermieri dedicati ai trapianti d'organi.
Con loro vive anche la sorella minore.
AUTORE DI UN'AGGRESSIONE. Alessandro, assieme a un altro trevigliese, Simone Vitali, avrebbe aggredito il videoreporter trevigliese Emy Zanenga, picchiato fuori casa la sera del 25 aprile dopo aver ripreso, la mattina, e pubblicato sul suo sito, un gruppetto di contestatori del collettivo 'Tanaliberatutti' e dell' Unione inquilini che, con striscioni e megafono, avevano interrotto la cerimonia ufficiale della Liberazione in piazza Insurrezione, gridando 'fascista!' al sindaco Giuseppe Pezzoni, 'reo' di non aver impedito un gazebo a Forza nuova.
Per quell'aggressione i due erano stati denunciati dalla polizia.
SI DEFINISCE ANTIFASCISTA. Alessandro è descritto come un ragazzo che crede negli ideali e lotta per poterli concretizzare.
Sul suo profilo Facebook si definisce antifascista e sul suo diario appare la citazione di una poesia del poeta e patriota ungherese Sandor Petofi, dal titolo Mi tormenta un pensiero.

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