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TERRORISMO 9 Luglio Lug 2015 1914 09 luglio 2015

Libia: ucciso capo dei Servizi, bandiera Isis sventola a Sirte

Lo Stato islamico conquista la città di Gheddafi dopo il ritiro delle milizie. A Misurata assassinato il capo dell'intelligence.

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Le bandiere nere dei jihadisti sventolano su Sirte.

Il gruppo Stato islamico guadagna terreno in Libia, approfittando della guerra civile e dello stallo dei negoziati condotti dalle Nazioni Unite. Uno dei più alti responsabili dei servizi segreti militari, il colonnello Taher Al Wesh, legato al governo di Tripoli, è stato assassinato nella notte tra mercoledì 8 e giovedì 9 luglio. Un'autobomba è esplosa a Misurata, all'uscita dalla moschea in cui si era recato per la preghiera del Ramadan. Nella città è stato proclamato lo stato di allerta.
Per la sua dinamica l'omicidio sembra portare la firma dei gruppi jihadisti legati al Califfato. Nell'attentato almeno quattro persone sono rimaste ferite.

BANDIERE NERE A SIRTE. L'Isis si è rafforzato anche a Sirte. Secondo alcune testimonianze raccolte dall'agenzia di stampa Ansa, gruppi affiliati allo Stato islamico controllano checkpoint sulle strade principali e chiedono documenti a chiunque si avvicini. I jihadisti hanno issato le loro bandiere nere su tutti gli edifici governativi della città, compreso quello della Banca centrale libica.
Intanto fonti libiche hanno comunicato che se l'attentato in cui ha trovato la morte il colonnello Taher Al Wesh sarà rivendicato «in modo chiaro da Daesh, allora aprirà le porte ad una reazione da parte di Fajr Libya», la coalizione di miliziani filoislamici di Misurata che detiene il controllo del parlamento e del governo di Tripoli. La fazione si oppone al governo di Tobruk, l'unico riconosciuto internazionalmente.

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