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TERRORISMO 10 Luglio Lug 2015 2119 10 luglio 2015

Mogadiscio, al Shabaab attacca due alberghi

Almeno 10 morti nell'assalto al centro della capitale. I miliziani islamici pronti ad affiliarsi all'Isis.

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Torna il terrore nel centro di Mogadiscio. All'ora del tramonto, i miliziani islamici di al Shabaab hanno preso d'assalto due celebri alberghi, Weheliye e il Siyaad, pieni di clienti che si accingevano a interrompere il digiuno quotidiano del Ramadan. L'azione coordinata è stata preceduta dall'esplosione di altrettante autobomba dopo la quale è scattata l'azione di commando armati. Il bilancio, ancora del tutto provvisorio, parla di almeno 10 morti, di cui, secondo diversi media internazionali, almeno quattro sarebbero terroristi abbattuti dalle forze di sicurezza.
L'ESPLOSIONE E POI L'ASSALTO. L'attacco, secondo le prime informazioni, è avvenuto alle 18:10 (le 17:10 in Italia). Secondo l'Ap, che cita il capitano Mohamed Hussein, le forze di sicurezza sono intervenute quasi subito ed hanno ingaggiato una sparatoria con i terroristi. Non è ancora chiaro - nella frammentarietà delle informazioni - se l'attacco sia ancora in corso o, come sostiene l'agenzia per la sicurezza somala, se sia stato stroncato. Un testimone, ospite di uno dei due alberghi, la cui telefonata è stata raccolta da alcuni media, affermava che i terroristi si trovavano in tutto l'edificio: un'informazione non ancora confermata. «C'è stata una forte esplosione all'hotel Weheliye e abbiamo notizia che uomini armati hanno invaso l'edificio», racconta un agente di polizia.
L'albergo si trova nella principale arteria del centro, che è stata immediatamente chiusa, a poca distanza dal palazzo presidenziale. La Farnesina fa sapere che «l'Unità di crisi è in contatto con l'ambasciata d'Italia a Mogadiscio» per le verificare l'eventuale coinvolgimento di italiani. Per ora non ci sono rivendicazioni, ma la polizia sembra non avere dubbi sulla matrice, anche perché gli Shabaab, che negli ultimi anni hanno perso terreno in Somali, anche grazie alla presenza delle truppe dell'Unione Africana, e hanno subito la perdita di diversi capi militari ad opera di droni, hanno promesso un mese di Ramadan di sangue.
DA AL QAEDA ALL'ISIS. Ancora formalmente collegati ad Al Qaida, Al Shabaab è in odore di passaggio sotto l'ala protettrice dell'Isis, come già hanno fatto i loro 'fratelli' dell'altro capo dell'Africa, i Boko Haram Nigeriani. Nel tentativo di rovesciare il fragile governo somalo, che gode della protezione internazionale, e imporre il 'califfato' somalo, i miliziani stanno cercando lo scontro con i 22 mila soldati della missione dell'Ua (Amisom), di cui nel 'venerdì globale di sangue' - lo stesso dell'attacco alla spiaggia di Sousse in Tunisia - gli Shabaab hanno assalito in forze la base militare. Ma hanno anche ripetutamente colpito i paesi vicini, come il Kenya, che ha subito negli ultimi anni due sanguinosi attentati, quello al centro commerciale Westgate di Nairobi nel settembre del 2'013, che fece 67 morti, e, lo scorso aprile, a Garissa, dove sono stati uccisi 150 studenti.

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