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SCIENZA 10 Luglio Lug 2015 1129 10 luglio 2015

Plutone, la sonda New Horizons fotografa il pianeta

I ricercatori puntano a decifrare la natura delle sue macchie. Una di queste è soprannominata la "balena". Appuntamento il 14 luglio per il fly-by.

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Il ritratto di Plutone inviato sulla Terra dalla sonda New Horizons.

La sonda americana New Horizons, diretta verso Plutone, ha ripreso a funzionare a pieno ritmo dopo un black out durato poco più di un'ora, che le aveva fatto perdere i contatti con il centro di controllo. Risolti i suoi problemi di comunicazione ha inviato a Terra un bellissimo primo piano del pianeta, situato ai confini del Sistema solare. Dopo un viaggio lungo 9 anni e mezzo e 5 miliardi di chilometri, la sonda sarà protagonista il 14 luglio di uno storico fly-by, un passaggio ravvicinato in volo sopra il corpo celeste.
MAI COSÌ VICINI AL PICCOLO PIANETA. L'immagine ritrae Plutone dalla distanza di 8 milioni di chilometri ed è lo scatto più prossimo al pianeta nano mai realizzato finora. In primo piano c'è la zona che sarà osservata ancora più da vicino durante il sorvolo. Questo lato di Plutone è dominato da tre grandi regioni di diversa luminosità. Le più importanti sono una struttura molto scura e allungata all'equatore, che è stata chiamata 'balena', che misura circa 3.000 chilometri in lunghezza.
«La prossima volta che vedremo questa regione di Plutone sarà ripresa a una risoluzione 500 volte maggiore», ha detto Jeff Moore, del centro di ricerca Ames della Nasa. Scopo dei ricercatori che lavorano alla missione è tentare di decifrare la natura delle complesse e intriganti di macchie chiare e scure osservate sulla superficie del piccolo pianeta, dove le giornate duraro l'equivalente di 6,4 giorni terrestri.
INTRIGANTI MACCHIE SCURE ALL'EQUATORE. All'altezza dell'equatore si vedono le quattro misteriose macchie scure che stanno incuriosendo gli esperti. Si vede anche una struttura a forma di ciambella del diametro di circa 350 chilometri, che a prima vista somiglia ad altre strutture che si trovano in altri posti del Sistema solare, dai crateri da impatto ai vulcani. Ma i ricercatori si stanno astenendo da qualsiasi interpretazione, perché aspettano di osservare più da vicino l'area. «Quando New Horizons arriverà su Plutone, sarà come quando l'uomo è arrivato sulla luna», ha osservato John Spencer del Southwest Research Institute, che partecipa alla missione. «È facile adesso immaginare forme familiari in questa bizzarra collezione di elementi chiari o scuri, ma solo osservandole da vicino potremo capire cosa sono davvero queste strutture».

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