UDIENZA 10 Luglio Lug 2015 1613 10 luglio 2015

Processo escort, Berlusconi non risponde ai magistrati

Patrizia D'Addario arriva in ritardo per non incrociare l'ex Cav. Che a Bari si è avvalso della facoltà di non rispondere. Foto.

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Silvio Berlusconi ha scelto il silenzio.
«Preferirei avvalermi della facoltà di non rispondere», ha detto l'ex Cavaliere, dopo aver fornito le proprie generalità al presidente Luigi Forleo e ai giudici della seconda sezione penale del Tribunale di Bari, dove si celebra il cosiddetto processo escort in cui Berlusconi è citato come testimone (foto).
Il leader di Forza Italia non è però un teste puro, in quanto imputato in un procedimento connesso per induzione a mentire. Secondo i magistrati l’ex premier, in concorso con l’ex direttore de L’Avanti Valter Lavitola, avrebbe indotto Gianpaolo Tarantini a rendere dichiarazioni mendaci ai pubblici ministeri che indagavano sulle escort. Berlusconi si è trattenuto in aula per meno di due minuti, accompagnato dagli avvocati Niccolò Ghedini e Francesco Paolo Sisto.
D'ADDARIO: «NON VOLEVO INCONTRARLO». Patrizia D’Addario, invece, è arrivata in tribunale proprio mentre Silvio Berlusconi usciva da un ingresso laterale. «Sono arrivata tardi apposta», ha detto alla stampa, «perché non volevo incontrarlo. La mia vita è stata rovinata e questo messaggio glielo invierò in una lettera. Avrei così tante cose da dirgli che preferisco non vederlo». La donna è scoppiata in lacrime alla domanda sul perché non abbia voluto incontrare Berlusconi: «Io ho solo raccontato la verità rispondendo alle domande di magistrati, e invece mi dipingono come la escort che lo ha inguaiato. Questo non è giusto. Io sono l’unica ad aver subito in tutti questi anni. Non sono una escort e ho sempre detto la verità».

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