Corte Giustizia Europea 130416151254
SANZIONI 16 Luglio Lug 2015 1954 16 luglio 2015

Rifiuti Campania, Italia di nuovo stangata

Multa da 20 milioni più 120 mila euro per ogni giorno di mancata applicazione.

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La sede della Corte di giustizia europea, in Lussemburgo.

La Corte di giustizia dell'Unione europea ha condannato l'Italia al pagamento di una multa di 20 milioni di euro per il mancato adeguamento alle regole Ue del sistema di raccolta e gestione dei rifiuti in Campania.
La multa sarà inoltre maggiorata di 120 mila euro per ogni giorno di mancata applicazione delle regole Ue dal giorno della sentenza, si legge in una nota.
«La direttiva relativa ai rifiuti ha l'obiettivo di proteggere la salute umana e l'ambiente», si legge nella nota diffusa dalla Corte Ue, in cui si sottolinea come «gli Stati membri abbiano il compito di assicurare lo smaltimento e il recupero dei rifiuti, nonché di limitare la loro produzione, in particolare promuovendo tecnologie pulite e prodotti riciclabili e riutilizzabili».
«RETE MANCANTE». Dopo la crisi dei rifiuti scoppiata in Campania nel 2007, hanno ricordato i giudici di Lussemburgo, «la Commissione ha proposto un ricorso per inadempimento contro l'Italia, imputandole la mancata creazione, in quella regione, di una rete integrata e adeguata di impianti atta a garantire l'autosufficienza nello smaltimento dei rifiuti sulla base del criterio della prossimità geografica». Bruxelles «riteneva infatti che tale situazione rappresentasse un pericolo per la salute umana e per l'ambiente».
IL PRECEDENTE DEL 2010. Nel 2010 la Corte Ue aveva stabilito che l'Italia «era venuta meno agli obblighi a essa incombenti in forza della direttiva» europea. E nell'ambito del «controllo dell'esecuzione della sentenza della Corte, la Commissione è giunta alla conclusione che l'Italia non ha garantito un'attuazione corretta della prima sentenza». In particolare, «tra il 2010 e il 2011 sono stati segnalati più volte problemi di raccolta dei rifiuti in Campania». Inoltre, «in detta regione si è accumulata una grande quantità di rifiuti storici (sei milioni di tonnellate di 'ecoballe'), che deve ancora essere smaltita, il che richiederà verosimilmente un periodo di circa 15 anni». Infine, «persistevano carenze strutturali in termini di impianti di smaltimento dei rifiuti, indispensabili nella regione Campania».

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