Spari basi Tennessee, uccisi 4 marines
STATI UNITI 16 Luglio Lug 2015 2335 16 luglio 2015

Sparatoria nel Tennessee: uccisi quattro marines

Colpita una base militare. Morto l'aggressore, un 24enne del Kuwait.

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L'incubo del terrorismo torna a colpire gli Stati uniti. A Chattanooga, in Tennessee, quattro marines sono rimasti uccisi in un una sparatoria per mano di un cecchino che ha attaccato due sedi poco distanti tra loro di un centro di reclutamento della marina americana.
L'uomo che ha sparato - un cittadino americano originario del Kuwait, identificato in Mohammed Youssef Abdulazeez, di 24 anni - è morto a sua volta. Altre tre persone sono rimaste ferite, compreso un agente di Polizia. Le autorità però sono caute nel diffondere ufficialmente i dettagli sul killer, che avrebbe agito da solo stando alle ipotesi fin qui più accreditate, secondo alcuni armato di fucile. Nessuno lo dice apertamente, ma tra le ipotesi serpeggia anche quella di un attacco ispirato dall'Isis.
Abdulazeez ha aperto il fuoco poco prima delle 11 del mattino giungendo nel parcheggio del centro militare a bordo di un'auto: una Ford Mustang color argento secondo alcuni, una Bmw scura per altri. La sparatoria è durata per circa 30 minuti. Poi più niente, solo il terrore che, una volta lanciato l'allarme, ha pervaso l'intera zona: messaggi di allerta sono comparsi sul sito del vicino campus universitario, misure di sicurezza sono scattate nel centro commerciale, almeno 16 persone si sono barricate in un ristorante vicino seguendo gli sviluppi della vicenda in tv.
CAUTELA DEGLI INQUIRENTI SULL'IPOTESI TERRORISMO. Sul posto è giunta l'Fbi. A caldo, il procuratore Bill Killian, ha definito la vicenda: un atto di «terrorismo interno». Più tardi però è arrivata la precisazione, all'insegna della massima cautela: saranno le indagini in corso a stabilire la natura di questo crimine. Perchè adesso ci si chiede se fosse stato premeditato: a Chattanooga si rabbrividisce all'idea che qualcuno, membro della stessa comunita', possa aver pianificato una tale azione violenta. Ci si chiede il motivo che abbia spinto la mano omicida, il perchè di quell' obiettivo preciso, il centro di reclutamento militare, se possa trattarsi di qualcuno che ha a sua volta indossato la divisa. Anche per questo il Pentagono ha aspettato prima di confermare ufficialmente il numero dei marines uccisi nella seconda parte della sparatoria. Non un dettaglio, soprattutto per un Paese dove si respira la paura che il terrorismo possa attaccare il cuore delle istituzioni così come i militari. E dove insieme alla paura si innalza il livello di protezione.

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