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CINA 16 Luglio Lug 2015 1608 16 luglio 2015

Uniqlo, il video porno che indigna Pechino

Una coppia non identificata si riprende alla Uniqlo. Le autorità cinesi aprono un'inchiesta. Sospettano una campagna di marketing orchestrata ad arte.

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Ha suscitato l'indignazione morale delle autorità cinesi il video in modalità selfie di una coppia intenta a fare sesso in un camerino di Uniqlo, azienda giapponese che disegna, produce e vende abbigliamento casual per uomo, donna e bambino.
LA CINA HA APERTO UN'INCHESTA. Il filmato è stato girato dai protagonisti martedì 14 luglio, all'interno del punto vendita Uniqlo del distretto commerciale pechinese di Sanlitun. Ha totalizzato milioni di visualizzazioni, tanto da suscitare l'accusa di essere in realtà parte di una campagna pornografica di marketing virale, orchestrata ad hoc dall'azienda. Un'indagine delle autorità cinesi è al momento in corso, mentre Uniqlo ha rilasciato una dichiarazione negando ogni coinvolgimento: «Come marchio internazionale responsabile, Uniqlo intende fornire ai consumatori prodotti sicuri, confortevoli e di qualità. Vogliamo ricordare a tutti i nostri clienti di rispettare le norme morali della società e di fare un uso appropriato e corretto dei nostri camerini».
L'AUTORITÀ CHE REGOLA INTERNET: «VALORI SOCIALISTI VIOLATI». La clip, lunga poco più di un minuto, è stata diffusa attraverso il sito di microblogging WeChat e rilanciata su Weibo, il Twitter cinese. Poi è stata oscurata dalla censura. La Cyberspace Administration of China, autorità che regola il traffico internet nella Repubblica Popolare, ha già condannato i due principali portali web del Paese per aver consentito la diffusione del filmato: Tencent, cui fa riferimento WeChat, e Sina per Weibo. Il regolatore cinese ha pubblicato un comunicato ufficiale, in cui spiega che le due piattaforme hanno violato «principi e valori socialisti fondamentali», in uno Stato come la Cina dove i produttori di pornografia possono essere mandati in prigione.
SELFIE DAVANTI AL CENTRO COMMERCIALE. Intanto però l'eco del fenomeno appare ben lontana dall'essersi spenta: decine di cinesi sono andati di fronte al punto vendita Uniqlo, per dei selfie 'commemorativi' che imitano le prodezze sessuali all'interno del camerino.

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