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PROFUGHI 17 Luglio Lug 2015 1722 17 luglio 2015

Germania, il governo rassicura: «La ragazza palestinese potrà rimanere»

La Merkel l'ha fatta piangere. Ma per il ministro Oezoguz «potrà restare». 

 

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Lo staff della comunicazione corre ai ripari dopo la figuraccia. E il governo tedesco ora rassicura: la 14 enne palestinese Reem Sahwi «potrà quasi certamente rimanere in Germania».
L'immagine della profuga ragazzina scoppiata in lacrime di fronte alla cancelliera Angela Merkel che le spiegava «Mi spiace, ma non possiamo accogliere tutti» ha fatto il giro del mondo. E a 24 ore dalla diffusione di quelle immagini, è intervenuto il ministro per le Politiche migratorie Oezoguz: «Non conosco naturalmente la situazione personale della ragazza, ma parla perfettamente tedesco e vive già da tempo qui. Proprio per persone come lei abbiamo appena modificato la legge, per dare qui da noi una prospettiva ai giovani che si sono integrati».

La cancelliera Angela Merkel e la quattordicenne Reem Sahwi.   

Una legge del governo di grande coalizione, già approvata da Bundestag e Bundesrat e che entrerà in vigore entro l'estate, prevede che giovani o adolescenti stranieri i quali abbiamo vissuto per almeno quattro anni senza interruzioni in Germania possano avere il permesso di soggiorno. La nuova legge, più in generale, viene incontro a tutte le persone che da tempo vivono in Germania, si sono integrate, ma non hanno visto accolta la domanda d'asilo (circa 125mila persone attualmente). La cancelliera in quel momento evidentemente non ci ha pensato e ha risposto ricordando che Berlino già fa molto per gli immigrati, mostrando una freddezza che ha colpito tanti.
«MERKEL HA LE SUE IDEE, ME NE FARÒ UNA RAGIONE». La stessa ragazzina intervistata dalla televisione pubblica Ard, ha dichiarato: sulla questione dell'accoglienza dei migranti la cancelliera tedesca Angela Merkel «ha le sue opinioni e le ha espresse. E va bene così. Io ora come prima cosa me ne farò una ragione e poi spererò che porti qualcosa».
Ma dopo quel filmato, il sindaco di Rostock, Roland Methling, ha porto la mano ai genitori di Reem. «Questa famiglia, e vale anche per gli altri casi simili, non riceverà dalla città anseatica di Rostock alcun avviso di espulsione».

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