TENSIONE 17 Luglio Lug 2015 1523 17 luglio 2015

Migranti, scontri a Roma e Treviso

Scontri a San Nicola e Quinto. Dietro c'è la regia di CasaPound e Forza Nuova. Foto.

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Roma, Casale San Nicola, periferia nord (foto). Quinto, provincia di Treviso.
Sono i due focolai della tensione anti-immigrati, appoggiati nel primo caso da CasaPound, nel secondo da Forza Nuova. A Roma, con le braccia alzate e il tricolore in mano, si protesta contro l'arrivo di un centinaio di immigrati nella scuola ex Socrate.
IL COMUNICATO DI CASAPOUND. «Nello spiazzo davanti alla struttura che dovrebbe ospitare i rifugiati, dove i cittadini sono in presidio permanente da quasi tre mesi, sono arrivati i blindati delle forze dell'ordine», ha reso noto CasaPound Italia. «Le 250 famiglie del piccolo comprensorio ritengono non solo l'edificio e la zona - molto isolata - inadeguate all'accoglienza, ma temono che l'arrivo di 100 migranti su una popolazione di poco più 400 persone, finisca col diventare una vera e propria 'invasione'», ingestibile dal punto di vista della sicurezza.
SCONTRO CON LE FORZE DELL'ORDINE. La protesta, che doveva essere pacifica, si è invece trasformata in uno scontro tra forze dell'ordine e residenti con il volto coperto (tra i quali ci sono militanti di CasaPound).
«Da qui non ci muoviamo. Casale San Nicola deve rimanere agli italiani. Lo difendiamo fino all'ultimo», aveva scandidto il capopopolo dell'associazione neofascista Andrea Antonini.
All'arrivo del pullmino con i migranti è scattato il lancio di sassi e oggetti verso i poliziotti.


Il prefetto di Roma Franco Gabrielli era apparso irremovibile: «Abbiamo inviato 19 persone che devono soggiornare a Casale San Nicola e c’è un blocco stradale di cittadini che non permette che entrino. Ora sono sui mezzi ma entreranno nel centro perché rimuoveremo il blocco. Non faremo passi indietro».
Con il passare delle ore la prefettura si è invece detta pronta a trattare e portare i profughi da sistemare a 60. Offerta però rispedita al mittente.

Treviso: migranti trasferiti in una caserma

Stessa situazione a Treviso dove i tafferugli per l'arrivo di un centinaio di profughi sono cominiciati il 15 luglio, con un presidio davanti alla palazzina che ospita 100 profughi. Le famiglie hanno dormito in tende in segno di protesta. I migranti sono già stati trasferiti all'ex caserma Serena, a cavallo dei comuni di Treviso e Casier.
PREOCCUPATI PER IL MUTUO. I residenti di via Legnago hanno poi respinto le accuse di aver dato vita alla protesta per questioni di razzismo. Alcuni hanno sottolineato il fatto di essere stati catapultati in una situazione, come quella dell'arrivo dei 101 migranti, senza aver ricevuto alcuna informazione, altri espresso paure per il possibile deprezzamento dei loro immobili («ho il mutuo acceso» ha detto una donna) o questioni legate a problemi di ordine pubblico.

Zaia visita i residenti di Quinto.


ZAIA: «STANNO AFRICANIZZANDO IL VENETO». «Questa non è un'emergenza», aveva tuonato dal canto suo il governatore Luca Zaia. «Ci hanno dormito sopra per quattro anni, stiamo africanizzando il Veneto».
Sempre giovedì, la commissione medica del dipartimento di prevenzione dell'Ulss di Treviso aveva compiuto un sopralluogo negli appartamenti destinati ai profughi rilevandone la inabitabilità a causa della mancanza di energia elettrica.

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