Cippo Ricorda Uccisione 150720181957
ANNIVERSARIO 20 Luglio Lug 2015 1820 20 luglio 2015

G8, il ricordo di Carlo Giuliani nella rabbia di due famiglie

Il padre: «Verità ancora negate». Giuseppe Placanica: «Mio figlio abbandonato».

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Il cippo che ricorda l'uccisione di Carlo Giuliani.

Quattordici anni non sono bastati a sanare i dolori e le polemiche di quel tragico pomeriggio di fine luglio. Ancora una volta l'anniversario della morte di Carlo Giuliani finisce col dividere l'opinione pubblica. E a fare rumore sono di nuovo le parole dei protagonisti indiretti della vicenda, vale a dire i padri dello stesso Giuliani e di Mario Placanica, l'agente che esplose il colpo mortale in piazza Alimonda.
CAMPAGNA DEL COISP. Nelle ore in cui il sindacato di polizia Coisp continua a promuovere la campagna per rimuovere il cippo che ricorda i fatti del 20 luglio 2011, ricevendo tuttavia il rifiuto della questura di Genova a manifestare nelle stesse strade percorse dalla manifestazione #pernondimentiCarlo, a farsi sentire è Giuseppe Placanica. «Mio figlio è distrutto», ha detto il padre dell'ex carabiniere alla conferenza stampa organizzata dal Coisp. «Tutti si sono dimenticati di lui e lo stesso atteggiamento viene riservato a tutta la mia famiglia».
PLACANICA: «NOI ABBANDONATI». «La mia famiglia» - ha proseguito Placanica, che ha firmato la petizione promossa dal sindacato- «si sente abbandonata dalle istituzioni. Nessuno parla di mio figlio. Nessuno dice è stato allontanato dai carabinieri nonostante abbia solo fatto il proprio dovere e si sia difeso. Vive, anzi sopravvive, col peso di aver comunque tolto la vita a un altro giovane. Se non fosse per me e mia moglie non potrebbe vivere».
GIULIANI: «RIFIUTO DI PRODURRE LA VERITÀ». A far da contraltare alle parole di Placanica, il dolore misto a rabbia di Giuliano Giuliani. «Sull'omicidio di Carlo c'è stato un rifiuto sostanziale di produrre verità, una cosa che mi indigna», ha detto riferendosi all'assoluzione per legittima difesa del militare che sparò uccidendo il figlio. Delle iniziative del Coisp, che vuol togliere da piazza Alimonda il cippo che ricorda Carlo, Giuliani non ha voluto parlare e si è limitato a dire che «il comportamento di alcuni pezzetti della polizia dimostra che il processo di democratizzazione delle forze dell'ordine non è ancora definitivamente compiuto».
«UNA GIUSTIZIA PENOSA». La giustizia sul caso di Carlo, ha concluso, «è stata penosa. Abbiamo indetto una causa civile per avere un processo perché l'omicidio di Carlo è stato archiviato sulla base di un imbroglio plateale, quello di dire che il carabiniere sparò in aria quando i filmati mostrano chiaramente che la pistola era orizzontale ad altezza uomo».

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