Regina Coeli Prigione 120114104748
CRONACA 20 Luglio Lug 2015 0830 20 luglio 2015

Si è impiccato il presunto assassino del gioielliere

In cella da sabato, all'arresto trovato con gioielli e il cellulare della vittima.

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Il carcere di Regina Coeli.

Si è suicidato in una cella del carcere di Regina Coeli Ludovico Caiazza, il 32enne ritenuto il presunto killer di Giancarlo Nocchia, il gioielliere romano ucciso durante una rapina mercoledì 15 luglio nel suo negozio di via dei Gracchi nel centralissimo quartiere Prati.
Il ragazzo è stato trovato impiccato con un lenzuolo intorno alla mezzanotte di domenica 19 luglio dagli agenti della polizia penitenziaria durante un controllo dei detenuti del reparto grande sorveglianza del carcere romano. Inutili i soccorsi, perché all'arrivo dell'ambulanza del 118 per lui non c'era più nulla da fare.
La procura di Roma aprirà un’inchiesta per fare luce sulla sua morte.
ALFANO DÀ LA NOTIZA DEL FERMO. Secondo quanto si è appreso, il suicidio è avvenuto nella tarda serata del 19 luglio, l'uomo era in isolamento nel settimo reparto, gli agenti della polizia penitenziaria dovevano sottoporre il detenuto a un controllo ogni 15 minuti ma quando sono arrivati aveva già un lenzuolo stretto intorno al collo.
Caiazza era stato fermato sabato18 luglio dai carabinieri del Nucleo investigativo di Roma su un treno all'altezza di Latina. A dare la notizia su Twitter era stato il ministro dell'Interno Angelino Alfano.

Trovato con una pistola, gioielli e il cellulare della vittima in tasca

carabinieri.

Quando è stato bloccato aveva con sé il cellulare della vittima, una pistola addosso e un'altra nel borsone dove custodiva anche decine di gioielli, alcuni con la targhetta della gioielleria di via dei Gracchi e contanti.
IMPRONTE DIGITALI LO INCASTRAVANO. Gli investigatori lo stavano cercando da giorni. I sospetti si sarebbero concentrati sul pregiudicato 32enne fin da subito con i primi risultati dei rilievi tecnici effettuati dai carabinieri del Ris che hanno isolato impronte digitali e tracce biologiche all'interno del laboratorio dell'orafo e su un portagioielli che durante la fuga il rapinatore ha perso in strada. Ma l'uomo era riuscito a far perdere le sue tracce lasciando la Capitale la sera del 'colpo'.
TROVATO GRAZIE A UNA TELEFONATA. Per quattro giorni neanche la compagna e i familiari avevano avuto sue notizie. Ieri ha effettuato una telefonata a un suo amico di Latina spiegandogli che era intenzionato a tornare a Roma per prendere alcune cose e poi ripartire. Così i militari del Nucleo investigativo hanno controllato con personale in borghese tutti i treni diretti nella Capitale e lo hanno fermato su un convoglio partito da Caserta.

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