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DIRITTI LGBT 20 Luglio Lug 2015 1538 20 luglio 2015

Trans, per cambiare sesso all'anagrafe non è necessario operarsi

Lo ha stabilito la Cassazione. Accolto il ricorso di una persona socialmente riconosciuta come donna, ma contraria all'intervento chirurgico.

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Una manifestazione LGBT a Roma.

Per ottenere il cambio di sesso all'anagrafe non è obbligatorio l'intervento di adeguamento degli organi sessuali: lo ha stabilito la Cassazione, che ha accolto il ricorso di Rete Lenford sul caso di una persona trans che, dopo essere stata autorizzata all'intervento chirurgico, aveva poi rinunciato al'operazione ma esigeva comunque di cambiare sesso all'anagrafe.
UNA SENTENZA «STORICA». Sia il tribunale di Piacenza che la corte d'Appello di Bologna, a cui la persona si era rivolta per ottenere la rettificazione dello stato civile in assenza dell'intervento chirurgico, avevano respinto la richiesta, ha spiegato Rete Lenford che definisce «storica» la sentenza della prima sezione della Corte di Cassazione, depositata il 20 luglio. Il tribunale e la corte d'Appello avevano infatti aderito a quella giurisprudenza di merito, sino ad oggi prevalente, che subordina la modificazione degli atti anagrafici all'esecuzione del trattamento chirurgico sui caratteri sessuali primari, cioè gli organi genitali.
TRATTAMENTI MEDICI E PSICOLOGICI. Nella sentenza, la Cassazione sostiene che «il desiderio di realizzare la coincidenza tra soma e psiche è, anche in mancanza dell'intervento di demolizione chirurgica, il risultato di un'elaborazione sofferta e personale della propria identità di genere realizzata con il sostegno di trattamenti medici e psicologici corrispondenti ai diversi profili di personalità e di condizione individuale. Il momento conclusivo non può che essere profondamente influenzato dalle caratteristiche individuali. Non può in conclusione che essere il frutto di un processo di autodeterminazione verso l'obiettivo del mutamento di sesso, realizzato mediante i trattamenti medici e psicologici necessari, ancorché da sottoporsi a rigoroso controllo giudiziario».
SOCIALMENTE RICONOSCIUTA COME DONNA. In pratica, non può essere soltanto l'intervento chirurgico a determinare il cambio di sesso di una persona: la ricorrente, infatti, aveva rinunciato alla demolizione e ricostruzione chirurgica dei suoi organi genitali proprio perchè, ha riferito l'associazione, aveva raggiunto nel tempo un equilibrio psico-fisico e da 25 anni vive ed è socialmente riconosciuta come donna.

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