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IMPORTAZIONI 21 Luglio Lug 2015 1620 21 luglio 2015

Tempo di crisi: i greci investono in orologi svizzeri

Ad Atene diventano un bene rifugio: salgono del 26% le importazioni.

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La sede della Banca di Grecia ad Atene.

In questi ultimi mesi tutti i settori produttivi hanno sofferto la crisi ellenica e il conseguente calo delle importazioni da parte di Atene. Tutti tranne l'industria dell'orologiera svizzera: la Grecia, che rappresenta per la Svizzera il secondo mercato più grande per la vendita dei proprio orologi, ha registrato un incremento di quasi il 26% delle importazioni tra gennaio e maggio 2015.
VENDUTI 38 MILIONI DI TIC TAC SVIZZERI. In pratica in cinque mesi la Svizzera ha esportato verso la Grecia 40.4 milioni di franchi svizzeri, ovvero circa 39 milioni di euro, di orologi. Un incremento, che come ha osservato la Federazione dell'industria orologiera svizzera, è il secondo più grande al mondo, dopo quello registrato dalla Gran Bretagna (26,7%).
Il presidente della Federazione dell'industria orologiera svizzera (FH), Jean-Daniel Pasche, ha spiegato il fenomeno in due modi: da un lato l'incremento è dovuto allo sviluppo del turismo, quindi sarebbero i turisti a concedersi qualche gioia dorata durante le vacanze, dall'altro è la paura. Non quella che il tempo possa passare senza rendersene conto, ma che possano arrivare tempi peggiori.
GLI OROLOGI DIVENTANO BENE RIFUGIO. Così davanti al controllo dei capitali e al terrore di una Grexit, gli orologi svizzeri diventano un bene rifugio. Qualcosa su cui i greci preferiscono investire i loro soldi, consapevoli che mantenerli nelle banche è sempre più rischioso.
Per questo motivo Nikolaos Aggelidakis, presidente della Camera di commercio Svizzero-greca, è rimasto sorpreso, ha raccontato al quotidiano elvetico Tages Anzeiger, quando le associazioni di categoria greche hanno dichiarato la diminuzione delle vendite di orologi. Se davvero così fosse, infatti, vorrebbe dire che sono proprio i gioiellieri greci ad aver investito tutte le loro riserve di denaro in orologi svizzeri, il cui valore è considerato stabile. Come a dire: il tempo è denaro, soprattutto se si tratta di un Rolex.

Domanda e offerta farmaceutica in crisi

Orologi svizzeri Rolex.

Mentre gli orologiai svizzeri beneficiano della crisi finanziaria greca, altri settori hanno invece registrato notevoli cali di esportazioni.
Tra gennaio e maggio, le vendite dei prodotti dalla Svizzera ad Atene sono scese dell'11%, secondo l'Amministrazione federale delle dogane. Il settore farmaceutico, che rappresenta i due terzi delle esportazioni, ha registrato un calo del 15%, contro il 43% delll'industria di macchinari ed elettronica.
E per quanto non siano ancora disponibili i dati dell'ultimo mese, è molto probabile che nelle ultime tre settimane ci sia stata una ulteriore tendenza al ribasso.
Le industrie farmaceutiche che vantano crediti nei confronti del sistema sanitario nazionale greco lamentano ritardi nei pagamenti ormai sempre più problematici. Tanto che un fornitore, la Roche di Basilea, sta consegnando medicine solo a fronte di pagamenti anticipati.
BLOCCATO L'EXPORT DI FARMACI. La crisi però non ha solo fatto aumentare il debito farmaceutico, ma ha spinto i cittadini alla corsa ai farmaci: per paura di rimanere senza hanno preso d'assalto le farmacie. Così davanti alla restrizione delle forniture da parte di alcune aziende straniere, le autorità hanno cercato di limitare il rischio di penuria bloccando le esportazioni.
«Al fine di tutelare la salute pubblica, una misura di emergenza vieta temporaneamente l'esportazione di 73 tipi di farmaci», ha annunciato l'Agenzia greca del farmaco. Tra questi sono compresi quelli per il trattamento del diabete e l'asma e i vaccini (polio, epatite, varicella). Visto che la crisi è già scoppiata, si evitano altre epidemie.

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