OPERAZIONE 22 Luglio Lug 2015 0740 22 luglio 2015

Brescia, arrestati due presunti terroristi legati all'Isis

Fermati un pakistano e un tunisino. Diffondevano minacce a Roma e Milano. Ma l'obiettivo era la base di Ghedi.

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Due arresti a Brescia per presunte attività terroristiche legate all'Isis.
La polizia di Stato di Milano ha eseguito un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di un tunisino e un pakistano, Lassaad Briki e Muhammad Waqas: l'accusa è di associazione con finalità di terrorismo anche internazionale o eversione dell'ordine democratico.
SOSTENITORI DEL CALIFFATO. Secondo le indagini della Digos e della polizia postale, i due sarebbero sostenitori dell'organizzazione terroristica del Califfato islamico e avrebbero svolto in Rete attività di propaganda e istigazione al terrorismo.
MINACCE A ROMA E E MILANO. I due arrestati avevano creato l'account twitter 'Islamic_State in Rome'. Sulla piattaforma - hanno spiegato gli investigatori - messaggi minacciosi a firma Islamic State: sullo sfondo alcuni luoghi simbolo, a Roma e Milano. «Siamo nelle vostre strade. Siamo ovunque. Stiamo localizzando gli obiettivi, in attesa dell'ora X»'. Questi alcuni dei messaggi, in italiano, arabo e francese, su foglietti tenuti in mano e, sullo sfondo, luoghi simbolo come il Colosseo, il Duomo o la stazione di Milano. Immortalati anche mezzi della polizia di Stato e della polizia locale, fermate della metropolitana, tratti autostradali e bandiere dell'Expo.
OSSESSIONATI DALLA BASE DI GHEDI. Secondo i pm, i due stavano per passare «dalla militanza da tastiera» - come si legge negli atti - «a quella reale», ma sono stati arrestati prima che reperissero le armi, come kalashnikov, o fabbricassero bombe artigianali per portare a termine quei progetti di cui parlavano «continuamente» negli ultimi giorni, tra cui un attentato alla base militare di Ghedi, in provincia di Brescia, nata durante la Grande Guerra e oggi utilizzata anche per la lotta contro Isis.
LA PRESENZA DI ORDIGNI NUCLEARI. Non un dettaglio, visto che l'aeroporto militare sarebbe una delle due basi atomiche che si trovano nel nostro Paese. Secondo il programma Nato di condivisione nucleare - sarebbero infatti conservate anche 20-40 bombe atomiche B61-4.
Tutto questo prima di partire per la Siria, dove i due sarebbero voluti andare per addestrarsi e poi combattere a fianco dell'Isis, anche se Bikri, che avrebbe incontrato, spiega il gip, soggetti legati alla strage di Sousse in Tunisia, sarebbe stato pronto a rimandare anche la partenza prevista per settembre per compiere la «missione» a Ghedi.
Missione che poteva passare anche per «l'abbattimento di un aereo».
MANUALE SCARICATO IN RETE. E per tutto i due si affidavano a un manuale scaricato dalla Rete: How to survive in the West, come sopravvivere in Occidente, una guida di autoaddestramento per mujahiddin in 12 capitoli. Come chiarito dal capo della Digos milanese Claudio Ciccimarra, presente in Questura assieme al direttore del Servizio centrale antiterrorismo della Polizia, Lamberto Giannini, Briki e Waqas «erano in una fase crescente di azione».

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