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IL CASO 23 Luglio Lug 2015 2333 23 luglio 2015

Sandra Bland, per l'autopsia non è omicidio

Sul corpo dell'attivista afroamericana non ci sarebbero segni di tentativo di difesa da un'aggressione.

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Sandra Bland, 28 anni, attivista afroamericana, è stata trovata morta nella cella di un carcere in Texas. La polizia dice che si è trattato di un suicidio.

Non sono emerse tracce che lascino pensare a una morte per omicidio violento, dall'autopsia effettuata sul corpo di Sandra Bland, la donna afroamericana di 28 anni trovata morta il 13 luglio in una cella in Texas dopo essere stata arrestata in seguito a un alterco con l'agente che l'aveva fermata per un'infrazione stradale.
Il decesso è ufficialmente ritenuto suicidio, ma i familiari hanno sollevato dubbi.
IPOTESI: SUICIDIO PER STRANGOLAMENTO. Stando a quanto riferito dalle autorità texane, sul corpo della donna non sono stati trovati segni che indichino un tentativo di difesa da un'aggressione. Sono state rilevate abrasioni ai polsi, ma ritenute frutto della resistenza posta al momento dell'arresto, mentre i segni al collo possono essere ricondotti a un suicidio per strangolamento.
Ufficialmente infatti la donna si sarebbe tolta la vita usando un sacchetto di plastica.
IL GIALLO DELLE CONDIZIONI DI SALUTE. C'è invece confusione rispetto alle condizioni di salute, fisica e mentale, della 28enne al momento dell'arresto. Intanto non è chiaro se la donna stesse assumendo medicinali antiepilettici: dai documenti compilati al momento dell'arresto risulta che aveva detto di sì allo staff della prigione, da un questionario risulta invece il contrario.
Stesse discrepanze emergono anche rispetto alla possibilità che la donna soffrisse di depressione, che avesse tentato il suicidio in passato e che avesse pensieri suicidi.

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