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CANALE DI SICILIA 23 Luglio Lug 2015 2110 23 luglio 2015

Un altro naufragio nel Mediterraneo

Un gommone affonda al largo della Libia. Le vittime sarebbero 40.

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Mentre a Roma si infiamma la polemica politica sulla questione immigrazione, con Beppe Grillo che attacca frontalmente il ministro dell'Interno Angelino Alfano e difende i prefetti, nel Canale di Sicilia migliaia di profughi continuano a tentare la sorte affrontando traversate che somigliano sempre più a una roulette russa.
L'ultima tragedia del mare è avvenuta nella mattina del 22 luglio al largo delle coste libiche: alcune decine di migranti - una quarantina secondo le testimonianze dei superstiti - sarebbero annegati in seguito al naufragio di un gommone.
A raccontarlo sono stati gli stessi sopravvissuti sbarcati nel pomeriggio del 23 luglio ad Augusta dalla nave militare tedesca Schleswig -Holstein che ha soccorso complessivamente 283 profughi a bordo di tre diverse imbarcazioni. L'unità tedesca, che non è impegnata ufficialmente nell'operazione Triton, nell'ultimo mese tuttavia è già intervenuta in diverse occasioni nel Mediterraneo per salvare vite umane: il 19 giugno scorso ha portato a Reggio Calabria 544 migranti; quattro giorni dopo altri 522 a Salerno.

Le vittime tutte di origine subsahariana

I superstiti del naufragio, 88 in tutto, sono stati raccolti in un primo momento da una nave mercantile, poi sono stati affidati alla nave militare tedesca approdata ad Augusta. Agli operatori dell'organizzazione umanitaria Save the children hanno raccontato che erano oltre 120 su un gommone fatiscente partito nella notte tra lunedì e martedì da un porto della Libia. A un certo punto i tubolari si sarebbero sgonfiati e il battello avrebbe cominciato a imbarcare acqua. Una quarantina di migranti, tra i quali alcune donne e bambini, sarebbero finiti in mare annegando nel giro di pochi minuti.
ERITREI E SOMALI TRA I NAUFRAGHI. Gli altri si sarebbero aggrappati al gommone semi affondato fino all'arrivo dei soccorsi. Le testimonianze dei sopravvissuti vengono ritenute attendibili dall'organizzazione umanitaria. «Abbiamo parlato con diversi di loro - spiega Giovanna Di Benedetto, portavoce di Save the children - e le versioni sono concordi. Ho davanti a me un ragazzo in lacrime perchè ha perduto il fratello. Le vittime sarebbero tutte originarie di paesi dell'area sub sahariana».
Tra i 283 migranti sbarcati ad Augusta vi sono profughi provenienti da Somalia, Eritrea, ma anche da Senegal, Benin e Mali. Un flusso migratorio inarrestabile quello tra le coste libiche e l'Italia.

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