Xylella Fastidiosa 150403144627
EMERGENZA 23 Luglio Lug 2015 1625 23 luglio 2015

Xylella, trovate piante infette in Corsica

Bloccato l'import dalla Puglia. Ma ora i francesi hanno il batterio in casa.

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Un ulivo infetto da Xylella fastidiosa a Brindisi.

A inizio aprile avevano chiuso le porte alle importazioni di vegetali dalla Puglia per decreto. Ma oggi i francesi si ritrovano il nemico in casa. La Xylella fastidiosa, il batterio che ha infestato il leccese uccidendo olivi centenari, è arrivato in Corsica. E ora i francesi si chiedono cosa fare e come riuscire a bloccare un eventuale contagio.
La presenza del batterio è stata confermata il 22 luglio dalla prefettura. Il 20 luglio gli ispettori che lavorano da tempo sul territorio si erano insospettiti per la secchezza di alcuni esemplari di Polygala Myrtifolia, un tipo di piante ornamentali presenti attorno a una zona commerciale del comune di Propriano, nella Corsica del Sud.
Tre giorni dopo è arrivato il verdetto della Agenzia nazionale per la sicurezza sanitaria dell'alimentazione, l'ambiente e il lavoro: la Xylella è presente anche in Corsica.
CONTROLLI SULLE NAVI DALL'ITALIA. In un lungo articolo pubblicato su Le Monde, si spiega che non è ancora chiaro se si tratti di un caso isolato o di un vero e proprio focolaio di infezione. Per una risposta, la prefettura attende i risultati delle analisi di laboratorio. Mentre gli ispettori del servizio sanitario stanno cercando di verificare nell'area colpita la presenza di insetti vettori, in grado di portare il batterio. La tentazione di ricondurre l'infezione alle importazioni è forte. Il quotidiano di Parigi spiega che negli ultimi mesi la regione francese ha rafforzato la sorveglianza, in particolare sulle navi provenienti dall'Italia.

Batterio 'locale' o importato? Si attendono gli esami di laboratorio

In provincia di Lecce il terreno interessato dall’emergenza Xylella è pari a 61.440 ettari.

In realtà, bisogna ancora capire se si tratta dello stesso ceppo italiano o di un altro ceppo, che potrebbe trasmettersi dal mirto ornamentale anche a olivi, oleandri, mirto, mandorli, querce. Secondo le prime indagini e le dichiarazioni del direttore del centro commerciale, gli arbusti infetti sarebbero state piantati nel 2010. «E questa data, se confermata, non sarebbe una buona notizia».
DUE SCENARI POSSIBILI. Vorrebbe dire, dicono i cronisti francesi, «che la pianta, probabilmente importata, trasporta i batteri da allora». Ma servono anche le analisi dei tempi di incubazione, perchè solo quegli esami potrebbero dire se la pianta si è infettata sul suolo della Corsica. «Uno scenario che sarebbe peggiore», conclude Le Monde. E che potrebbe sollevare non poche polemiche, data la reazione dei francesi all'emergenza italiana.
RASSICURAZIONI SUL MIRTO. Quando il collega d'Oltralpe Stephan Le Foll aveva annunciato il decreto di blocco all'import pugliese, il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina aveva dichiarato: «Una scelta unilaterale di questo tipo rischia di aggravare ancora la situazione». Ora i cugini si ritrovano con gli stessi problemi. E in attesa di risposte, Le Monde precisa che le piante di mirto ornamentali infette «non hanno niente a che fare con il mirto, molto diffuso in Corsica e che serve tra le altre cose alla produzione di un celebre liquore».

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