ESTERI 29 Luglio Lug 2015 1024 29 luglio 2015

Afghanistan, il governo: «Ucciso il Mullah Omar»

Confermato l'annuncio dei media locali. Era la guida spirituale dei talebani. Foto.

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Il leader supremo dei talebani, il mullah Omar, «è stato ucciso». Lo ha comunicato un funzionario del governo afghano a 1TvNews. L'emittente ha aggiunto che la notizia del decesso è stata confermata durante una riunione dei vertici della sicurezza afghana, mentre i talebani, per ora, non hanno commentato (foto).
LE VOCI SULLA MORTE DEL MULLAH SI SUSSEGUONO DA MESI. Le voci sulla possibile morte della guida spirituale dei talebani si sono moltiplicate negli ultimi mesi, anche se il sito web dell'Emirato islamico dell'Afghanistan continua a pubblicare suoi messaggi, come quello di una decina di giorni fa in cui si appoggia l'ipotesi di un dialogo fra gli insorti e i rappresentanti del governo del presidente, Ashraf Ghani.
LA SUA BIOGRAFIA PUBBLICATA DAI TALEBANI. All'inizio dello scorso aprile, fra l'altro, i talebani avevano diffuso una lunga e particolareggiata biografia del leader in occasione del 19esimo anniversario della sua nomina a comandante supremo, sempre nell'intento di smentire le voci della sua morte. La notizia della possibile scomparsa di Omar giunge a breve distanza dall'annuncio del secondo round di colloqui a Islamabad fra una delegazione talebana ed esponenti del governo, che dovrebbe portare all'apertura di un dialogo di pace e riconciliazione inter-afghano.
L'APPOGGIO AI NEGOZIATI CON IL GOVERNO AFGHANO. In un messaggio pubblicato in occasione dell'Aid el-Fitr, la festa religiosa che segna la fine del mese di Ramadan, il mullah aveva dato il suo endorsement ai recenti colloqui intercorsi tra talebani e funzionari del governo afghano. Negoziare con il nemico, aveva detto il 17 luglio, non è proibito dall'Islam. Una dichiarazione arrivata una settimana dopo che una delegazione ufficiale del governo aveva incontrato alti esponenti dei talebani a Murree. L'incontro era stato il primo, dopo molti anni, in cui le due parti avevano avuto dei colloqui ufficiali.

TENSIONI INTERNE E RIVALITÀ CON L'ISIS. Il mullah Omar, capo dello Stato talebano a partire dal 1996, non è stato più visto in pubblico dal 2001, cioè da quando gli Stati Uniti hanno invaso il Paese. Tanto che alcuni comandanti del gruppo fondamentalista hanno iniziato a dubitare che fosse ancora vivo. Una confusione spesso strumentalizzata, che ha portato a defezioni e a giuramenti di fedeltà nei confronti dello Stato islamico. Le fazioni passate con il Califfo, interessate a continuare la guerra, hanno cercato di delegittimare anche gli incontri tra capi talebani e funzionari del governo di Kabul.
NEL 2002 IL MULLAH FUGGÌ IN MOTO DAI MARINES. Tra le imprese relativamente più recenti del mullah Omar, in molti ricorderanno la fuga in moto (o forse a cavallo) con cui riuscì a sfuggire alla cattura da parte dei marines americani nel 2002. Il mullah si trovava nel Nord della provincia di Helmand. Tre mesi dopo l'inizio della guerra in Afghanistan, riuscì a sgusciare fuori dalla rete tesagli dai suoi inseguitori, per rifugiarsi con ogni probabilità nel Sud del Paese. Omar Samad, all'epoca portavoce del ministero degli Esteri, dichiarò: «Quello lì, più che un uomo, è un punto interrogativo».
THE EXPRESS TRIBUNE: «È MORTO PIÙ DI DUE ANNI FA DI TUBERCOLOSI». Secondo un ex ministro del governo talebano, sentito mercoledì 29 luglio dal The Express Tribune, il mullah Omar sarebbe tuttavia morto «più di due anni fa di tubercolosi» e sarebbe stato sepolto «sul lato afghano del confine» con il Pakistan. Il figlio del mullah Omar avrebbe «identificato il corpo di suo padre», e l'uomo indicato da più parti come successore è il mullah Baradar Akhund, che sarebbe stato nominato suo vice dallo stesso Omar prima di morire.

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